Vip in trip

Prendo in prestito il titolo di una hit del rapper Fabri Fibra. Mi è venuto spontaneo dopo aver letto questa mattina le intercettazioni sui professionisti e gli imprenidtori arrestati ieri perchè si facevano rifornire di droga dai clan del centro di Napoli.  Il magistrato Sandro Pennasilico dice che non bisogna chiamarli “Napoli bene”. Ma come? Risiedono a Posillipo e a Chiaia.  Sono quelli che invocano ogni giorno maggior sicurezza perchè ci sono gli immigrati, i rom e gli scippatori cattivi. Sono quelli che dall’alto di una collina scendono con i loro Suv bloccando il lungomare e bestemmiando sulle note di un neomelodico perchè a Napoli c’è troppo traffico. Sono quelli che regalano ai propri figli di 15 anni le macchine 50.  Sono quelli che, magari, fanno gli editorialisti sui giornali cittadini (perchè apprtenenti alla società civile) e indicano la strada rinascimento. Sono quelli che bacchettano i politici, danno lezioni di etica e poi dopo fanno gli assessori “tecnici”. Sono quelli che poi vanno a far ei consulenti nei commissariati straordinari per i rifuiti e per chissà quale altra emergenza. Ieri uno di questi illustri rappresentanti della “Napoli bene”, un imprenditore amico di Giggin a purpett, si è fatto notare sulla bacheca facebook del Coordinamento giornalisti precari campani per aver insultato le donne, la segretaria della Cgil Camusso, la Bindi, i precari e i sempreverdi Comunisti. Questi personaggi, nati nel solco dell’Ialia berlusconiana, scimmiottano i loro simili milanesi e romani, organizzano festini con coca e prostitute e fanno affari con il boss che conta.

Dalle telefonate pubblicate oggi mi ha impressionato molto una donna che chiede al pusher del clan di portare la coca al campo di calcetto dove il figlio sta giocando. Come in un flash, mi è venuta in mente mia nonna che chiamava il garzone del salumiere e del fruttivendolo per farsi portare la spesa quotidiana. Un ginecologo, invece, si faceva portare le dosi in clinica prima di un intervento. I tempi cambiano ed è sempre più evidente che borghesia e camorra plebea stanno riducendo Napoli e il Sud a non avere un futuro. Fermiamoli e cacciamoli, altrimenti saremo costretti noi a scappare. Come canta Caparezza nella sua ultima canzone, saremo costretti a dire: “Goodbye Malinconia”.

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