Se vale la pena

Giusto due mesi fa è iniziata l’avventura di “sCritpa-Diario clandestino di un cronista precario”. Quando il racconto si è affacciato nelle librerie mi sono posto una domanda: ma vale la pena? Certo, i dubbi di un piccolo giornalista, precario ed esordiente grazie a una coraggiosa casa editrice, erano scontati. Poi è successo qualcosa che non mi aspettavo. Con l’unica risorsa dei social network, senza “padrini” e la stima di tantissimi amici e colleghi,  in 60 giorni sCripta ha attraversato 5 città: Napoli, Caserta, Roma, Milano e Firenze. Alle presentazioni hanno partecipato oltre 250 persone. Ogni evento si è trasformato un dibattito appassionato che ha messo insieme giornalisti e lavoratori, scrittori e studenti, precari e cooperatori sociali, sindacalisti e docenti universitari. Dalla precarietà ai rifiuti, dalla scuola alla libertà d’informazione, diverse generazioni si sono confrontate per allontanare l’idea che questa sia un’epoca di passioni tristi. A questo si aggiungono le emozioni che mi ha regalato Simone a Milano, le parole spese da tutti i relatori, “Non è tempo per noi” suonata da Luca a Firenze e coloro che hanno ribadito lo stesso denominatore comune: queste pagine suscitano condivisione, emozioni e soprattutto una speranza. Adesso sCripta tira il fiato per qualche giorno, ma c’è la voglia di continuare quest’avventura: perchè la risposta è sì, vale la pena.

E proprio in questi stessi due mesi un’altra avventura ha attraversato il Paese, da Milano a Napoli. La corsa per l’elezione a sindaco ha sollevato un nuovo vento che può liberarci da questa destra berlusconiana. Ero nella piazza Duomo gremita lo scorso 13 maggio, quando c’erano Pisapia e Vecchioni. Ieri 22 maggio ero a Napoli, in una piazza Dante come non l’avevo mai vista. Se una prima battaglia è stata vinta, domenica prossima c’è la grande occasione: ricacciare indietro la Milano dei palazzinari e la Napoli di Cosentino. E, soprattutto, c’è la possibilità di aprire le porte delle amministrazioni di queste due grandi città a una nuova generazione, all’inclusione di chi ha idee nuove e alla partecipazione attiva dei cittadini senza alchimie o cambiamenti enunciati e mai applicati. Bisogna farlo per costruire un futuro diverso dal presente. E vale la pena provarci.

6 commenti

  • Dal rinascimento bassoliniano al risorgimento demagistrissiano… usando le stesse tecniche. Io c’ero venti anni fa quando l’intellighenzia e la borghesia di questa città sposavano l’oscuro dirigente afragolese. E purtroppo ci sono ancora oggi nell’assistere ai medesimi errori, frutto di ignoranza, superficialità e malafede.
    La partecipazione di de Magistris alla festa per il ventennale del consorzio Gesco è lì a simboleggiare come le clientele vecchie verranno sostituite dalle nuove e dove la propaganda di stampo berlusconiano, fatta di slogan vuoti e privi di un programma serio, ancora una volta vincerà in questa città.

    • Se il paragone con il primo Bassolino viene naturale, sorvolare sulle differenze storiche e politiche si rischia di essere ingenui. Sulla partecipazione di De Magistris alla festa di Gesco non vedo uno scandalo e, soprattutto, non chiamerei “clientele” decine di operatori sociali e professionisti che da mesi attendono i crediti da Regione, Comune e Asl.

  • Ottimo questo blog, veramente , peppe, certo è meglio di un o dei soliti giornali.
    Io ti aspetto a Narni. Se hai manoscritti, portali. Nuova casa editrice.
    Aspettiamo un po’ per dare un giudizio su De magistris… Anche se non ha fatto ancora niente!

    • Grazie Gloria. A Narni, purtroppo, non riesco a venire per altri impegni personali. Ma seguirò attentamente questa nuova casa editrice. Per quanto riguarda il sindaco: ogni critica è solo costruttiva, faremo un bilancio fra cinque anni. Cari saluti

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