L’avvelenata

Aumentano la precarietà, la disoccupazione e l’assenza di prospettive per tanti giovani (giornalisti). Cosa c’è di meglio di un bel master? Magari ad Avellino, cioè nella regione dove ce ne sono già due (Salerno e Napoli)? Eccola qua l’ultima perla proposta dalle pagine de Il Mattino e da un giornalista in pensione, Salvatore Biazzo. A benedire l’operazione è un bamboccione, figlio di un vecchio potente che ancora molti colpi in canna: Giuseppe De Mita. Ancora una volta l’unica voce contro è stata quella del Coordinamento giornalisti precari della Campania che ha incassato il pieno appoggio del presidente dell’Odg nazionale Enzo Iacopino. Non sono bastati i dati presentati  dal Coordinamento il 17 dicembre 2010 con il dossier “La fabbrica delle illusioni”. Ancora oggi vogliono propinare il fumo delle scuole di giornalismo, appioppando a ragazzi appassionati un investimento per la disoccupazione. Incombe nella nostra regione (e in tutto il Paese) una minoranza di pensiero che gode il favore degli editori. Sono i giornalisti garantiti e pensionati. Hanno doppi e tripli incarichi. Dopo la pensione occupano spazi redazionali, impedendo a giovani giornalisti di misurarsi con la pratica e con la gavetta (quella vera). E ci lasciano in balìa di contrattini, collaborazioni e abusivismo. Oppure se ti giri vedi il Quotidiano di Puglia che ha comunicato nei giorni scorsi ai suoi collaboratori una placida minaccia: o accettate la diminuizione dei compensi o andate a casa.

Oggi, poi, la giornata è cominciata proprio male. Una telefonata del commercialista mi ha comunicato che devo restituire 2mila euro di detrazioni in cinque comode rate. Dice che lo Stato considera il tuo reddito come se avessi un solo datore di lavoro. Non importa se quello annuale, al limite della decenza, è l’addizioni di contrattini e collaborazioni per cui versi una miseria di contributi previdenziali. E c’è che mi ha detto, in occasione dell’uscita di “sCripta – Diario clandestino di un cronista precario”, che in fondo io mi lamento per nulla e che non sono nemmento tanto precario. Cosa volete che risponda? Per adesso spero che mi possa consolare il Quorum per i referendum. “E a culo tutto il resto”, come canta Guccini.

Se volete condividere il “veleno” della precarietà presenterò “sCripta” sabato 18 giugno alle ore 19 all’Equobar di San Sebastiano al Vesuvio (Napoli) con le giornaliste Amalia De Simone e Simona Petricciuolo.

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