Libero, indisturbato e mai arreso

Hanno orecchie ma non vogliono sentire. Insultano e scrivono parole cariche di odio contro chi lavora 12 ore al giorno per pochi euro. I sosia del ministro Brunetta li trovi in tutte le categorie. Nella nostra non riescono a capacitarsi che esistono i giornalisti precari. Si sorprendono che giriamo indisturbati per la città, come i precari Bros (ma perchè i disoccupati organizzati non possono circolare liberamente?). E che da un anno e mezzo si organizzano nel Coordinamento giornalisti precari della Campania. Non basta a questi dinosauri (anagraficamente parlando) avere una carriera brillante, magari in Rai (vero Massimo Calenda?). Quando ci vedono iniziano ad agitarsi perchè si guardano in uno specchio che hanno gettato via. Hanno paura perchè è finita la vecchia giostra dello sfruttamento-silenzio-raccomandazione. La scorsa settimana, però, abbiamo avuto la prova di non essere soli. Non solo perchè l’Ordine dei giornalisti della Campania, la Fnsi e tantissimi colleghi hanno preso posizione contro l’accordo Assostampa-Regione che serve a dare un pacco di euro a editori piccoli e grandi. Non siamo soli perchè tutti siamo nella stessa condizione. E come mi ha detto un importante collega napoletano: fra 10-15 anni ci sarete voi in questa professione. Ecco, è il nostro lavoro, il nostro futuro e la nostra dignità: come i dinosauri, per tutti ci sarà la naturale estinzione. Noi non ci arrendiamo. Non possiamo farlo.

A proposito, il 15 luglio il Coordinamento giornalisti precari della Campania presenterà il conto di un anno e mezzo di lotta: tutti alla libreria Evaluna di piazza Bellini alle ore 10.

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