Il comandante, il clochard e il ballo del qua qua…

Lo scorso venerdì Repubblica (cronaca Napoli) ha riportato una storia tanto assurda quanto piena di interrogativi. Dopo un controllo dei vigili urbani, un noto clochard della zona di Chiaia, con cane e papera al seguito, è finito in ospedale con un braccio rotto ed è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. La notizia è venuta fuori grazie al tam tam della rete e dalle testimonianza dei cittadini che hanno assistito alla scena. Le versioni, ovviamente, sono contrastanti: da una parte quella di un’aggressività da parte del senza fissa dimora, dall’altra quella di una esagerazione dei vigili. Ognuno rifletterà e trarrà le sue conclusioni, ma su una cosa restano una serie di interrogativi: perchè 40 agenti per una persona che vive in strada? Evidentemente la presenza della paperella avrà fatto sorgere reminiscenze infantili sul tanto amato “Ballo del qua qua”? Magari il testimone avrà pure esagerato sul numero, ma già dieci agenti rappresenterebbero un’enormità. Soprattutto se penso a quello che avviene nelle periferie dove mobilità e parcheggi rispondono alle leggi della strada. Domenica mattina sul corso San Giovanni si assisteva a un delirio di auto e moto senza che si sia vista una sola auto della polizia municipale. Allora il comandante Luigi Sementa dovrà iniziare a spiegare parecchie cose: come mai i blitz degli ultimi tre mesi hano riguardato solo gli immigrati (via Brin, piazza Garibaldi)? Perchè tanti muscoli con le fasce sociali più deboli? Perchè nei comandi delle periferie ci sono al massimo 2-3 uomini a disposizione? La legalità è uno strano concetto che sembra debba riguardare esclusivamente il decoro e mai la giustizia sociale. E poiché paghiamo delle tasse per avere un corpo di polizia municipale, come me sono in tanti a volere in giro più vigili urbani e meno Rambo: in tempi di crisi, tra precarietà e disoccupazione, ognuno faccia il suo mestiere. E se non così non fosse, possiamo auspicare un intervento del sindaco Luigi de Magistris che oggi era in piazza con gli operai e l’altro ieri all’incontro nazionale di “Uniti contro la crisi”: il primo cittadino ha sempre ricordato che le diseguaglianze sociali non si combattono col manganello. O no?

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