Lacrime e piombo

Il ministro piange, ma non riesco ad emozionarmi. Sarà che avrò finito le lacrime o resto insensibile a questo intermezzo da romanzo Harmony. O perché da quegli occhi io vedo scorrere piombo. Non so voi, ma leggendo i provvedimenti del governo di Mario ho impressa nella mente quelle scene dell’esecuzione finale: “per salvare quattro prigionieri dobbiamo ammazzarvi tutti”. I prigionieri sono sempre loro: banchieri, finanzieri, speculatori, (im) prenditori di soldi pubblici e caste. “ I sacrifici sono necessari per evitare l’insolvenza”, dicono. Allora si prendono 4,4 miliardi dall’adeguamento automatico delle pensioni al costo della vita. Mio padre, da 5 anni in pensione, ieri mi diceva: «Da 3 anni ho perso 300 euro di potere d’acquisto e ormai non posso comprarmi una camicia». Poi, con i suoi acciacchi dovrà far fronte anche ai 2 miliardi di tagli alla spesa sanitaria. Eppure bisogna salvare il Paese. Però non con i 30 miliardi di contributi pubblici alle imprese, quelli non servono. Per evitare il blocco degli stipendi occorre il sacrificio di Patrizia che non riceve il salario da 6 mesi. O quello di Ivan, cassaintegrato a 800 euro, o ancora dei miei colleghi precari a partita Iva che con un pezzo a 25 euro ne intascheranno addirittura 19! Ci mancherebbe solo che i quattrini si recuperino dall’evasione fiscale o con una bella tassa sul patrimonio di quell’1 per cento di ricconi e speculatori: quelli stanno proprio lì nei banchi dell’esecutivo. E guai a tagliare la spesa militare con il nemico alle porte: che vuoi che siano 20 miliardi per acquistare i cacciabombardieri in nome della Patria. Eppure bisogna dare atto al governo di Mario di aver operato con la precisione della squadra e del compasso, evitando accuratamente una sola misura per quelli della mia generazione e di quella che verrà dopo: quelli che alla pensione non ci arriveranno mai. Allora iniziate a mettervi in fila, tutti ordinati spalle al muro e petto in fuori. I ministri della salvezza nazionale hanno dato l’ordine: trattenete le lacrime, sta per piovere piombo. Si salvi chi puo’…    

P.S: Scusate lo sfogo. No, non ci potrà mai essere una resa. Difendiamoci e resistiamo. Io continuo a provarci con la forza della scrittura: giovedì 8 dicembre “sCripta – Diario clandestino di un cronista precario” sbarcherà a Marghera, ore 21 al “Vapore” con i compagni del Gruppo Refusi, il patrocinio di Odg e Assostampa Veneta, e anche un po’ di musica. Se passate da quelle parti, giuro che non vi angoscerò e magari regalate un libro per Natale ai vostri cari.

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