Lettera (un po’ scassata)

Non so se questa lettera è un manifesto, un appello o un grido di dolore. Certamente è una missiva un po’ scassata. Dall’immagine che prendo in prestito dalla “Giggineide” si capisce che mi rivolgo al sindaco e alla sua Giunta, ma non solo. Da settimane il dibattito politico è monopolizzato, o meglio narcotizzato, dalla Coppa America. Bagnoli, via Caracciolo e Mergellina diventano solo protagoniste, loro malgrado, di uno sterile balletto quotidiano. Eppure a sei mesi dall’insediamento occorrerebbe altro. Voglio citare solo alcuni episodi.

Sabato scorso alla Doganella il manto stradale ha ceduto dopo pochi minuti di pioggia. Diverse auto sono sprofondate in una voragine, contando per fortuna solo danni materiali che i cittadini, però, dovranno sudare per vedere rimborsati. Dai quartieri flegrei a quelli orientali, l’elenco dei crolli e dei cedimenti è lunghissimo e si rinnova ogni volta che viene giù l’acqua piovana. A San Giovanni, invece, qualche giorno fa mi raccontavano come muoiono i “Nidi di mamma” nel pieno silenzio. Questo progetto va avanti dal 2002 ed è forse l’esempio di quale attacco stia subendo il welfare nel nostro Paese: tre asili nido (chimera per la nostra città) in altrettanti quartieri a rischio (periferia est e quartieri spagnoli) in cui erano ospitati oltre 300 bambini dai 0 ai 3 anni. L’ultima riguarda una lettera pubblicata sulle pagine locali di Repubblica a firma di Francesco Maranta. La missiva racconta le difficoltà di ascolto dell’associazione Punto Zero Camp che riunisce decine di attori e lavoratori precari dello spettacolo. Maranta spiega che l’incontro a palazzo San Giacomo non aveva al centro una richiesta per l’associazione ma proponeva il Pass, un programma per l’arti sceniche del Sud rivolto a tutti. Eppure l’accoglienza non è stata delle migliori o almeno non nel nome della democrazia partecipativa.

Manutenzione, welfare, politiche culturali (non Forum delle culture, quello è un’altra cosa) possono essere il cuore di una nuova azione politica nel 2012. Occorre dare un segnale a coloro che sostengono con forza questa Amministrazione per alcune scelte importanti (no Casa Pound, critiche al Governo Monti, azzeramento Cda partecipate, Beni comuni) e, soprattutto, a metà della città che non ha votato la maggioranza arancione: quel 50% di non votanti a cui bisogna offrire segnali, riferimenti e prove concrete di cambiamento. Per fare questo, però, non occorre solo il decisionismo di Re Giggino, il pugno di ferro di un pm o quello di un carabiniere (troppi in questa Amministrazione): serve anche il protagonismo dei consiglieri, di coloro che sono stati eletti per rappresentare i napoletani mentre in questi mesi sono soliti lamentarsi fuori l’aula consiliare e poco nel legittimo esercizio della propria funzione. Di fronte a un crisi di queste proporzioni e a una manovra antisociale, il sogno arancione diventi quello che manca da due lustri in questa città: amministrazione e partecipazione della cosa pubblica.

Certo, ci sono argomenti per essere più feroce nel giudizio. Forse sarà l’avvento del Natale che mi fa essere più buono o la rabbia concentrata verso il governo dei massoni e dei banchieri. Però ho una certezza in vista del nuovo anno, come è scritto nella bottega del mio fruttivendolo: “per colpa di pochi, credito a nessuno”.

2 commenti

  • La legislatura De Magistris sarà un fallimento peggiore della precedente, l’ennesimo flop in salsa napoletana, e sempre sulla stessa base (ora decisamente accentuata) di quella Iervolino: sine pecunia cantantur missae. Da quelle pecunia e con quelle pecunia si parte e si costruiscono le nobili politiche succitate, come il welfare, manutenzioni varie, decoro urbano e politiche culturali. Il paraculoso sindaco ancora non capisce che una cosa è il buon decisionismo, il pugno di ferro da ex-pm, una cosa è la capacità e l’attitudine ad ascoltare i cittadini, sulle loro istanze costruire la democrazia partecipativa, e grazie alle loro istanze disciplinare politiche di buon governo. E se comunque alla povera gente della Doganella, così come a quella di S.Giovanni, si presta un ascolto (in mancanza di coccos e sord), già sarebbe un onorevole gesto politico (ma a vedere dalla figura di merda fatta con l’assise di bagnoli, ciò non succederà).

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