A spasso con Erri / 1

Girare per la città con Erri non è solo una passeggiata. Il suo passo sembra quasi una espiazione da quando “con mio padre e mio nonno andavavamo a piedi da Arzano a Secondigliano e loro correvano davanti”. Nel Natale arancione di Napoli, però, spostarsi con la sola forza delle gambe, dal centro alla periferia, è un fatto ineluttabile per il traffico paralizzato. A quel punto ci incamminiamo come i Dante e Virgilio dei poveri verso l’inferno, solo che al posto di Caronte c’è un vecchio vigile urbano impegnato in un paio d’ore di straordinario.

Innanzitutto, quando decidete di passeggiare con Erri dovete avere tempo a disposizione. Non importa la durata del percorso o la sua lunghezza. L’unico ostacolo è la marea di gente che il Sommo, affettuosamente denominato dai suoi epigoni più giovani per manifestarne la sapienza, conosce e saluta. Dai parcheggiatori abusivi ai docenti universitari, dai commercianti agli avvocati, è un elenco lunghissimo. Per questo con lui puoi aprire qualasiasi argomento, ma nulla lo fa caricare a molla come l’Inter. Basta che, casualmente, in un bar assistiamo al sorteggio di Champions League e se la ride perchè Zanetti&Co. avranno vita facile col Marsiglia. Putroppo per un tipo così era quasi inevitabile la scelta della fede neroazzura. Eppure riesci a superare anche questo ostacolo. Infatti quando inizia l’”Errieide”, un mix di ansia, dissacrazione speculativa e pessimismo cosmico, non riesci a fermarla. «Guarda che la crisi economica è solo all’inizio – minaccia senza esitazioni – prima il padrone aveva interesse trovare un accordo e aveva bisogno dei suoi operai. Ma qua, adesso, è tutta economia finanziaria: questi se ne vanno in giro per il mondo con le loro aziende e tanti saluti».

Non si sa bene perchè, ma dalla filosofia politica si puo’ passare alle basi dell’esistenzialismo. Sarà il fatto che trasferirsi dal corso Umberto alla Ferrovia conduca il Sommo verso nuovi  pensieri o semplicemente cominci ad avere fame. «La vostra generazione, anche quella più impegnata o militante – ammonisce – è individualista. Non riesce ad applicare quella che una volta si chiamava solidarietà di classe. Ma non lo dico come accusa, fotografo una realtà di fatto». In fondo credo che in parte abbia ragione. E mi sorgono subito riflessioni sugli atteggiamenti della natura umana e di come siano alterate, oggi, le relazioni personali. Su questo punto Erri sprigiona tutta la sua vena filosofica, aiutato dal terzo caffè in un’ora e dal compimento del terzo chilometro di cammino. Erri riesce a stroncare con le parole ogni azione della nostre specie, ma poi si mostra imbarazzato di fronte all’evenienza del conflitto: «eh vabbè, quello/a è fatto/a così –conclude ogni volta». Dopo oltre due ore di passeggiata, quattro richieste di carità da personaggi più disparati e una dozzina tra persone incrociate e salutate al telefono, Erri decide che è arrivato il momento di congedarsi. Soprattutto per recuperare un pranzo e archiviare questa prima parte della giornata. Beh, non so perchè ma proprio in quel momento ho deciso raccontervele queste passeggiate o forse ve la racconterà direttamente lui da questo blog. In fondo questo è solo un assaggio e presto arriverà la seconda puntata. Perché Erri è un proprio un personaggio da conoscere, basta leggere come mi ha salutato ieri: «’Femmen ‘e liett venc ‘o piett» (“Donna di letto vince quella di petto – cioè madre, sorella, familiare insomma”).  

Ah, a proposito: anche Erri ha letto “sCripta” e lo consiglia a tutti per Natale, Epifania e Ferragosto.

 

2 commenti

  • mitico personaggio il Sommo, mi ricorda tanto un amico comune. 🙂 In principio, ma molto in principio ho pensato a Erri De Luca, ma poi mi è stato subito chiaro che il riferimento fosse diciamo così, più “alto”. Epperò non sapevo che il ns fosse tifoso dell’Inter. Continua a raccontarcelo è proprio uno spasso. GD

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