Il nodo da sciogliere

Provo a cercare tra gli eminenti analisti della politica qualche riflessione sul primo semestre di de Magistris sindaco, ma non la trovo. A parte le due tifoserie che lo vedono come il Male o il Bene assoluto, leggo solo pochi bravi cronisti che provano a spiegare i fatti. Anche a me viene da fare un ragionamento e puntare su una parte importante del problema. I primi sei mesi consegnano al primo cittadino un grande nodo da sciogliere: Legalismo vs Movimentismo (cosa diversa dal famigerato “di lotta e di governo”).

Già all’atto della nomina come assessore si era profilata una spaccatura nella maggioranza arancione contro Narducci. A questa si sono aggiunti i carabinieri prestati alle istituzioni da una parte e i consiglieri “social” Rinaldi e Vasquez, oltre agli assessori Lucarelli e D’Angelo. Il sindaco galleggia sulla doppia sponda alla vigilia del Forum dei Beni Comuni, grande appuntamento nazionale con esponenti del sindacalismo, dei movimenti e dell’associazionismo referendario insieme agli Amministratori di mezza Italia. Ma le continue retate “securitarie” ai danni di immigrati, fasce deboli e Bros hanno mostrato subito la crepa. E ieri si sono aggiunti anche i vertici della Federazione della sinistra a tuonare contro il bando comunale che taglia fuori i migranti dai mercatini della Ferrovia. In mezzo ci sono i pasticci legati all’affaire Raphael Rossi e all’addio di Vecchioni, boomerang mediatici di due nomine “mediatiche” (sostituiti, del resto, da due persone preparate). Se il nostro gode di un ampio consenso popolare, è anche vero che serpeggiano malumori tra il popolo orange. Incombe sul groppone dei tanti che aspirano al cambiamento quel Narducci furioso, pm del partito delle “toghe rosse”. Vi piaccia o no, in effetti quel partito esiste nonostante i deliri berlusconiani e non solo per la nutrita presenza in parlamento di ex magistrati. Rappresenta un vero e proprio pensiero politico: sentirsi sempre a sinistra di tutto e di tutti in nome della legalità. Come ha fatto ieri un altro magistrato, Giancarlo Caselli, grande elettore della Rifondazione comunista guidata da Fausto Bertinotti, motivando i 26 arresti contro gli attivisti No Tav. Insomma, riuscirà de Magistris a far convivere carabinieri e centri sociali, manette e indignados, nella stessa maggioranza? A dir la verità questi mesi sembrano aver già dato la risposta. Eppure urge non trascinare a lungo questo nodo politico di fronte alle sfide del futuro prossimo: coppa America, Bagnoli, Napoli est, periferie, welfare senza soldi, lavoro e Forum delle culture. Senza dimenticare il provvedimento a orologeria del tribunale di Roma che ha rinviato a giudizio l’ex magistrato per le intercettazioni di “Why not”. Insomma, bisogna agire e scegliere nel nome del Bene comune per la città: i veri nemici sono alla finestra.

4 commenti

  • A dire la verità non ho capito quale risposta abbiano dato questi 6 mesi…, e poi onestamente la parte su Caselli elettore del prc ai tempi di bertinotti te la potevi risarmiare, per 2 motivi:
    1) quei tempi sono passati
    2) tra quei 26 arrestati attivisti dei NOTav ci sono molti compagni di Rifondazione e tra questi proprio il resp org di Torino…

    • Caro Arcangelo, ti ho risposto anche su Facebook: ho preso ad esempio Caselli dentro il passaggio sulle toghe rosse. Non è un attacco a Rifondazione (per la cronaca: ho militato in Prc per 8 anni, dai 16 ai 24 anni).

  • Io non so se sia davvero un nodo. O meglio se De Magistris lo veda effettivamente in questi termini. Al di là dell’indiscutibile populismo (e di un certo carisma) del personaggio, penso che nella sua visione politica convivano tranquillamente il legalitarismo ideologico con l’idea che una serie di beni dovrebbero essere comuni e una certa quantità di servizi sociali garantiti. E in questo corrisponde a un identikit molto trasversale di elettori che attribuisce i propri disagi alla corruzione e al malcostume e sono convinti che diminuendo questi ultimi, la gran parte dei problemi sarebbero risolti. Una visione apparentemente (e sostanzialmente) ingenua, ma molto diffusa in conseguenza di una certa de-alfabetizzazione politica soprattutto sul piano della critica economica e dei rapporti sociali e politici costruiti dall’economia.
    Possiamo dire che il De Magistris politico cerca di corrispondere alla versione di “sinistra” di questa tipologia di elettore, con un impianto molto “savianesco” e manicheo (il bene e il male, i corrotti contro gli amministratori del bene comune) che però rischia sempre alle prime difficoltà di scivolare sulla retorica a buon mercato dell’ordine e della “sicurezza” o comunque di evidenziare ipocrisie e contraddizioni.
    Sono espressione di questo le concessioni a Narducci (oltre a una certa idea molto personalistica dello spoil system che ha portato a palazzo san giacomo un surplus di figure togate e di carabinieri).
    Ma anche contraddizioni ancora più evidenti e furbesche, per cui il sindaco si “allarga” a sinistra tutte le volte in cui si esprime su temi di cui non ha la diretta competenza o che sono a costo zero, e dimostra un pragmatismo e una real politik al limite del cinismo in altre situazioni. Un esempio per tutti: l società che doveva (dovrà?) gestire la coppa america è una società a capitale pubblico per il 90%, ma la presidenza è stata data al presidente di confindustria… E’ questo il modello di bene comune!??
    Forse l’unico terreno su cui il sindaco per ora cerca di tenere davvero la barra dritta è quello più difficile e precario: il piano rifiuti, le cui leve decisionali però non stanno in mano a lui e le scelte coerenti con l’orientamento dei movimenti che lo hanno spinto a palazzo san giacomo sono molto costose.

    In poche parole è evidente che il segno reale di questa giunta si vedrà sul terreno delle scelte economiche e urbanistiche, dove però le risorse sono davvero risicate per fare bene. E il rischio di cedere a facili lusinghe cresce. Quale spazio strategico (e non occasionale) possono avere quei movimenti che hanno scelto di dialettizzarsi molto da vicino con l’amministrazione? Sinceramente non lo so. A parte ovviamente la possibilità di prendere le distanze e fare comunicati stampa o iniziaive di protesta sulle decisioni più impresentabili.
    Perchè quella che potrebbe essere una strategia di riferimento, quella adottata da Action nella prima consiliatura della giunta Veltroni con Nunzio D’Erme consigliere comunale, avveniva però in condizioni diverse: alle spalle un forte e radicato movimento sul diritto all’abitare, ma soprattutto una fase ancora espansiva o almeno non al collasso della spesa sul welfare. Che ha permesso di raccogliere dei risultati

    • Alf, anche io credo che su Coppa America e scelte urbanistiche si capiranno molte cose. In questo post ho puntato su una “parte del problema” Sui movimenti che hanno deciso di entrare in consiglio comunale, come in tutti i legittimi percorsi politici arriverà il momento di fare delle scelte.

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