Le blatte, le querele ai giornalisti e le cose serie

Cosa c’è di meglio che legare Napoli alla parola emergenza? Il giochino è riuscito pure con le blatte o meglio ‘e scarrafone. La calura estiva e il piano ferie hanno sempre determinato un problema per le redazioni dei giornali. Ricordo quando scrissi di blatte e pericolosissimi piccioni da aspirante cronista al quotidiano Napolipiù: estate 2007, cinque anni fa. Era necessario inventarsi qualcosa pur di chiudere 20 pagine di cronaca cittadina. Eppure, intorno alle blatte rosso-arancioni si è creato un caso internazionale e polemiche senza fine. A fare un’analisi lucida ci ha pensato il collega Ciro Pellegrino su Fanpage.it. Ma il circo mediatico non è piaciuto al sindaco Luigi de Magistris e lui cosa fa? Querela mezzo mondo dell’informazione: Le Monde e la Bbc. Secondo l’ex pm dietro la storia degli scarafaggi “c’è una regia politica”: guerra santa contro l’informazione di regime. In un altro piano di palazzo San Giacomo l’assessore al Patrimonio Bernardino Tuccillo si adegua alla linea orange e sul suo gruppo facebook mette l’elemetto: “ho già affidato il contenuto dell’articolo al mio legale di fiducia per querelare, senza indugio, per diffamazione aggravata i responsabili”. L’assessore contesta alcune frasi riportate nel pezzo de La domenica settimanale che fanno riferimento alla questione Romeo-Comune: “Tuccillo difende a spada tratta come un fedele scudiero Romeo, la storia si ripete, avviene ciò che avveniva già con la Giunta Iervolino, quando gli Assessori erano burattini nelle mani di Romeo”. La conseguenza naturale di tutto ciò è aver spostato l’attenzione sul merito: il ruolo e il potere forte di Alfredo Romeo sul diritto alla casa a Napoli.

Anche questo episodio rivela l’impazzimento che vive il rapporto tra informazione e Amministrazione cittadina a distanza di un anno dalle elezioni. Da una parte alcune testate che impongono linee editoriali contro il sindaco in maniera pregiudiziale, un’ altra fa riferimento al principale partito del centro sinistra e bacchetta su ordinazione, qualche altra sostiene a spada tratta la Giunta.

Nel mezzo, ad essere intellettualmente onesti, ci sono atteggiamenti sclerotici dei giornalisti. Alcuni si travestono da ultras perché in cerca di poche briciole e magari il giorno prima lavoravano in circuiti completamente opposti alla maggioranza orange. Poi ci sono altri giornalisti che accusano i propri colleghi di essere faziosi e indossare casacche: unica colpa, quella di aver posto delle domande. E, infine, c’è qualcuno che gioca a fare il personaggio-martire trasformando un articolo di giornale in un volantino politico-sindacale.

Credo sia arrivato il momento che tutti si diano una calmata, che ognuno faccia il suo mestiere e che chi professa inni rivoluzionari deponga l’arma del giustizialismo. In giro ci sono problemi molto più seri, in città si è tornati a sparare e la Crisi è un pentolone bollente di tensione sociale. Siamo una delle capitali del Mediterraneo che brucia di rivolta in Spagna e in Grecia. Per dirla alla Francesco Guccini: “Di solito ho da far cose più serie, costruir su macerie o mantenermi vivo”.

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