Angelica, i fantasmi e i giornalisti da mettere alla gogna

 “Ma quella stava là per rubare e lo ha detto lei. Mò, bambino o argenteria, il reato ci sta. Più o meno grave a seconda dei casi, ma comunque 4 anni per furto è pure poco”. “Ovvio che non condivido l’incendio al campo rom, ma non condivido nemmeno l’aria da angioletto che si vuole dare a questa ragazza e il tono di beata comprensione che si vuole trasmettere”. “Brava tornatene al tuo paesello e porta con te la maggior parte di zingari e non tornate più, avete rotto con tutti i privilegi che vi fate da soli”. “Perchè Angelica, col suo “perfetto” italiano, non ci racconta del giro di prostituzione minorile che c’era in quei due campi rom?”. “Piuttosto, l’autore dell’articolo dovrebbe essere messo alla pubblica gogna per un articolo del genere..”. “Purtroppo se siamo così diffidenti nei confronti dei ROM ci sarà una ragione !!!! vivere nell’immondizia creando oasi schifose e puzzolenti, dove vivono per loro scelta, rubare, maltrattare i bambini costringendoli a mendicare”.

Questi sono alcuni dei commenti farneticanti all’intervista ad Angelica Varga, firmata da me e Alessio Viscardi per Fanpage e pubblicata domenica 26 agosto. È tanto interessante quanto inquietante notare quanto trasudi di razzismo la pancia di questo Paese in epoca di crisi e recessione. Eppure la ragazza era stata intervistata poche settimane fa dal Mattino, ma forse nessuno si è accorto. C’è un elemento, credo, che abbia fatto la differenza: il coraggio della 19enne di apparire in video, parlare liberamente e avere il coraggio di ammettere l’intezione di voler rubare (poteva accampare qualsiasi scusa). Dare la parola a chi da sempre deve essere relegato ai margini, a chi non va difeso quando viene accusato genericamente di un reato senza prove schiccianti. Fa venire i brividi chi mette sullo stesso piano un tentato rapimento e un furto che meriterebbe 10 anni di carcere. E ancora fa venire i brividi ciò che scrisse il giudice durante il suo processo: “dalla relazione del 05/05/09 si evidenzia che l’appellante non è pronta a un alternativa scelta di vita… l’appellante è pienamente inserita negli schemi tipici della cultura rom… Sia il collocamento in comunità che la permanenza in casa risultano infatti misure inadeguate, in considerazione della citata adesione agli schemi di vita rom, che per comune esperienza determinano nei loro aderenti il mancato rispetto delle regole”.

Vedere i rom vuol dire guardarsi allo specchio. Vediamo noi stessi nelle baracche degli Usa, dell’Australia o del SudAmerica del primo novecento o ancora in quelle delle periferie di Roma, Napoli e Milano nel dopoguerra oppure nei sobborghi della Germania negli anni ’50-’60. I rom sono lo specchio di una povertà che gli italiani pensavano di aver allontanato e che la crisi ci sbatte in faccia. E allora, noi incapaci di di alzare un solo dito contro chi comanda questo Paese, guardiamo e temiamo solo quei campi e quelle facce sporche. Non siamo capaci di vedere oltre, come accadde a Ponticelli nel maggio 2008. Dietro quelle fiamme c’era il Pru (Piano riqualificazione urbana) in cui era previsto il 40% di nuova edilizia privata e un cantiere da aprire proprio ad agosto di quell’anno. Ad aggiudicarsi l’appalto  fu “la Fontana costruzioni spa, con sede legale a San Cipriano di Aversa (Ce) che nel frattempo ha vinto molti altri appalti tra la Campania e l’Emilia e che si era forse spinta troppo in là aggiudicandosi un maxi-appalto nella ricostruzione in Abruzzo, viene ritirato il certificato antimafia dalla Prefettura di Caserta. Secondo una serie di relazioni del Gico, della Digos e dei carabinieri, questa ditta sarebbe fortemente indiziata di essere uno strumento di riciclaggio nell’orbita del potente clan Zagaria”.

Di tutto ciò non frega niente a nessuno: cittadini, politica, istituzioni. Addirittura in quella settimana di vergogna furono i rappresentanti locali del Pd a mettere il cappello sulla furia razzista degli abitanti di Ponticelli, con in testa l’attuale capogruppo regionale Giuseppe Russo. Angelica con i suoi ricordi e la sua verità ha scoperchiato i fantasmi di uno Stivale senza memoria, pronto a dare l’ergastolo a un rom o un immigrato ma piegato verso il potente di turno alle prossime elezioni. Da giornalista sono orgoglioso di aver dato voce a chi mai era stata data questa possibilità, alla faccia di chi “vuole mettere alla gogna” il sottoscritto e Alessio Viscardi perchè saremmo due “sinistroidi” che si sono permessi di  dare parola a una rom. Da cittadino mi auguro che Angelica, 19 anni dalla Transilvania, domani possa “assaggiare un po’ di felicità”. E con lei possano farlo tutti i popoli in viaggio, in fuga o in cerca di un futuro senza razzismo e xenofobia.

2 commenti

  • bravi!avete fatto ciò che i “giornalisti” delle testate non vogliono e sanno più fare!continuate così!

    • Scripta - Diario di un cronista

      Grazie Roberta. Proviamo solo a fare informazione e Fanpage ci ha dato questa possibilità. Gli altri, forse, sono concentrati su altre cose.

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