Equo compenso: todo para todos (nada para nosotros)

La locandina del Coordinamento giornalisti precari della Campania

La locandina del Coordinamento giornalisti precari della Campania

L’equo compenso è legge. Oggi alla Camera è arrivato il via libera. Nel titolo ho usato la frase giusta utilizzata dal collega e fratello Ciro Pellegrino. Non chiamatela vittoria, non lo è. È un importante risultato dopo tre anni di battaglie dei Coordinamenti. Da Firenze al voto di oggi si è accelerato un percorso in cui i giornalisti precari, disoccupati e “free lance” hanno svelato qual è il primo problema della libertà di stampa nel nostro Paese. Al nostro fianco abbiamo ricevuto l’appoggio e il sostegno del presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino. Sia chiaro, evitando ogni equivoco. I deputati che hanno votato all’unanimità sapevano. Qualcuno, come Enzo Carra ha visto con i propri occhi la nostra rabbia a Firenze quando contestammo l’allora presidente della Fieg Malinconico e quando il segretario della Fnsi Franco Siddi preferì correre via a gambe levate invece di rispondere alle nostre domande e a qualche fischio.

I peones

Oggi ho letto frasi di giubilo di alcuni peones. Alcuni sono gli stessi che sghignazzavano pensando che fossimo quattro sprovveduti a creare un Coordinamento in Campania e altrove. Poi ho letto quelli che sono alla finestra e hanno sempre le ricette giuste ma non rischiano mai nulla. In questi anni c’è chi si è messo in prima fila senza chiedere nulla e ha subìto le conseguenze professionali senza emettere un lamento. Ecco, in questa reazione a caldo leggete queste parole scritte con la massima freddezza: osservate e tenete a buona memoria chi ha denunciato, lottato e proposto soluzioni.

Le cose serie

Da domani i giornalisti precari e i Coordinamenti hanno un lungo percorso ancora da percorrere. Negli organismi di categoria nessuno puo’ rappresentare i precari se non loro stessi, a partire dalle prossime elezioni dell’Odg previste a maggio. Bisogna partecipare alla costruzione di un programma e alla scelta dei passi da compiere: contattate chi è già organizzato sul territorio, organizzate il Coordinamento se nella vostra regione non c’è ancora.

E poi c’è la Fnsi, il sindacato incapace di convocare uno sciopero anche quando è prevista la galera per i giornalisti. Lo stesso sindacato rimasto immobile di fronte al movimento nazionale che ci ha condotto a Firenze prima e alle tante battaglie territoriali. I colleghi della Commissione lavoro autonomo hanno profuso impegno e con alcuni ci siamo trovati in alcune battaglie. Eppure non basta. Questo sindacato deve essere cambiato o continuerà a rappresentare una minoranza.

Bisogna mettere nell’agenda le questioni fondamentali: accesso alla professione, formazione, assistenza legale e previdenziale, garanzie sindacali, nuovi giornalismi e crisi dell’editoria.

È stato un giorno importante, ora bisogna costruirne tanti altri giorni come questo. Bisogna ricostruire un’informazione libera e responsabile in questo Paese.

 

Todo per todos, nada para nosotros. I Coordinamenti continueranno a farlo.

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