Tensione involutiva

foto 2012Ero convinto di dover festeggiare la fine del 2012 e l’inizio del 2013. Invece mi sembra che si stia avvicinando il passato. Come Benigni e Troisi mi ritrovo a Frittole, ma non nel 1400: sembra stia tornando il 1994. Berlusconi, i professori, i Pm in campo, la gioiosa macchina da guerra, comici candidati a premier. Il Paese sta affrontando la peggiore Crisi dal dopoguerra e nulla cambia nello scacchiere. Sembra affacciarsi l’ennesima tensione involutiva.

Eppure se mi volto indietro, vedo le mie tracce e non ho rimpianti. Spesso si è abituati a guardare il mondo senza misurare se stessi e ciò che si fa. Dispensiamo consigli come Gesù nel tempio, ma non siamo Cristo e tantomeno avremmo le palle di rovesciare il banco dei mercanti. E allora dentro lo zainetto rosso conservo pensieri e azioni, consapevole dei tanti errori commessi e dei parecchi ancora da fare.

Chi scrive, attraverso un libro, un blog o gli articoli, deve sempre sentire la responsabilità di ogni singola parola. Almeno per è così. Con Antonio Musella ho portato in tour Chi comanda Napoli e, oltre ogni aspettativa, abbiamo riacceso l’attenzione sul disastro dei rifiuti. Quasi mille persone sono passate nelle oltre 30 presentazioni in poco più di 4 mesi. Ed è proprio da una di questa tappe che è nata l’idea di una campagna,  Stop Biocidio. Perché quando apri bocca e dici cose di una certa importanza non puoi mollare le persone, non puoi non sentire su di te la responsabilità di quelle parole. E se la senti davvero, allora devi metterci la faccia senza nasconderti.

Ho sempre detestato i teorici o i metre-à-penser di sinistra, che spiegano le loro tesi sui diritti del lavoro e dei lavoratori. Peccato che questi radical-scioc non si accorgano mai del precario seduto accanto a loro. In questa immagine si puo’ riassumere la battaglia del Coordinamento giornalisti precari della Campania. Da tre anni è un laboratorio che punta a minare quella triste e datata concezione del giornalista-status. Da tre anni si muove un movimento che è riuscito a fare ciò che mai avevano fatto gli organismi di categoria in 30 anni: Carta di Firenze e legge sull’Equo compenso (a proposito, senatore Monti: devi pubblicarlo ancora sulla gazzetta ufficiale, non fare il furbo). Il resto sono solo chiacchiere e il triste tentativo di restaurazione da parte di vecchi pensionati o precari troppo impegnati ad assomigliare ai loro padroni. Per tutto questo e per tanta strada ancora da percorrere, continuerò a far parte di questa battaglia.

Come mi ha scritto in privato un famoso scrittore: “In fondo siamo artigiani della comunicazione”. Ha ragione. Proprio in questo artigianato misuro limiti e capacità. Quest’anno sono nati due piccoli strumenti web. Il Giornale Radio Sociale, di cui sono redattore economico, è un incredibile esperimento di ibrido, radio web e Fm insieme. Nell’ultimo scorcio del 2012,invece, è nato NelPaesse.it, il quotidiano on line di Legacoopsociali di cui sono direttore. In comune queste due testate hanno il tentativo ostinato di aprire microfoni e accendere telecamere sulla vita reale, provare a sperimentare un’informazione responsabile da portare sul mare magnum del web. E proprio a proposito di web e di ultimi, se fra 10 anni dovessero chiedermi del mio 2012 gli farei vedere questa intervista qui.

E poi ci sono le corse, i treni, le case cambiate, gli sfratti, le liti, le lotte, mio nipote, la scossa del 20 maggio a Modena, il 12 novembre, gli amici, qualche nemico, i lacché, i ruffiani, chi sta peggio, chi sta meglio, chi ha sbagliato mestiere, chi un un lavoro continua a non averlo, il gol di Cavani (che talvolta ne scrivo su calciolab.com per quei pazzi di Fac&co.), la pizza fritta in via Duomo. Porto il ricordo di chi non c’è più e la voglia di cambiare, evolvere, lottare. Ecco che apro lo zainetto rosso e metto al sicuro ricordi, aggiorno nuovi attrezzi dell’esistenza. Nel mio piccolo provo a cacciar via questa tensione involutiva. E che sia 2013, veramente.

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