Il 19 maggio, le regole e la vera sfida

Locandina evento Coordinamento 11 maggio

Locandina evento Coordinamento 11 maggio

Il metodo Boffo è l’unico argomento per chi gestisce sottopotere. Ieri sono stato sottoposto a una sequela di insulti (“invitiamo il collega giornalista pubblicista che è stato oggetto della“patacca” o del “pacco” a chiarire senza indugi se è stato vittima inconsapevole di burattinai) e intimidazioni (il collega lo dimostri immediatamente agli appartenenti alla nostra categoria. Altrimenti taccia per sempre!). Gli autori portano la firma del gruppetto del vicepresidente dell’Odg uscente, sì proprio quello che vi sta telefonando a tutte le ore, pasti compresi. La nota delirante di ieri è la reazione alla mia richiesta ufficiale al presidente dell’Odg Ottavio Lucarelli  proprio sulla regolarità di questo utilizzo di dati personali. Ora vorrei chiarire alcune cose e mettere in fila le questioni.

Le regole

Secondo l’articolo 2 del regolamente Odg non sarei “eleggibile” per una manciata di mesi (bisogna completare 5 anni “pieni” e non da “bollino” per l’iscriziona all’ordine). Puo’ essere, ma sono dignitosamente e correttemente “candidabile”. Come mai hanno sferrato intimidazioni e altre minacce (“Poi, su certi colleghi che si definiscono privi di lavoro e privi di reddito, parleremo a breve dimostrando senza ombra di dubbio che stanno mentendo spudoratamente alla categoria ed ai veri colleghi giornalisti pubblicisti inoccupati”) ?. La cosa è alquanto inquietante: stanno preparando dossier contro i candidati del Coordinamento? I precari che hanno deciso solo di candidarsi liberamente devono aspettarsi altre calunnie, minacce? Chiariscano a breve. Come mai loro che si reputano già eletti con voti blindatissimi hanno reagito in maniera così scomposta e nervosa? Perché il signore vicepresidente uscente, candidato alle elezioni politiche con il Pdl e dipendente della Regione Campania, conosce bene la politica e i suoi rischi. Secondo voi, ma a me (e a noi) cosa importa l’eleggibilità? Sono bravi a tirar fuori le regole quando a loro sono sconosciute: Carta di Firenze (se penso a quel direttore-pensionato candidato che non paga i giornalisti…) e le altre deontologiche, equo compenso, corsi truffa, gli uffici stampa e poi l’utilizzo dei dati personali per le loro campagne elettorali.  Mi accusano di essere un burattino, LORO.  Forse è giunto il momento di spiegare bene cosa significa la mia e la nostra battaglia.

La vera sfida

Hanno paura. Quando l’assemblea del Coordinamento ha raccolto i nomi della disponibilità a candidarsi mi chiese quella peggiore: pubblicisti per Odg regionale. Nessuna altra lista ha presentato pubblicisti, solo noi. Hanno paura di mettere in discussione il sottopotere di questi personaggi. Ho deciso di candidarmi accogliendo la richiesta del collettivo con una consapevolezza: il vero obiettivo non è l’elezione, ma rafforzare il Coordinamento in tutta la regione. Stiamo provando a portare almeno un collega precario nel consiglio nazionale o regionale e siamo consapevoli che è una battaglia durissima: mancanza di seggi nelle altre province, precari non in regola con le quote, le truppe cammellate e telecomandate. Proprio ieri siamo stati a Pontecagnano. I colleghi, delusi e pieni di rabbia per l’abbandono in cui versa il territorio di Salerno, hanno trovato una spinta. Non è solo il fatto di votare, ma quello di avere un Coordinamento anche lì come già avviene ad Avellino e a Caserta. Ecco cosa produce questa battaglia: maturare consapevolezza, autorganizzazione della rappresentanza e della capacità di aprire vertenze senza elemosinarle con il cappello in mano. Di tutto hanno paura, tanta paura. Sono arroccati nelle loro clientele politiche e nella loro servitù al padrone.

Il 19 maggio

Io resto candidato e chiedo a tutti di votare me e gli altri candidati del Coordinamento, pubblicisti e professionisti. Anzi, in queste ore sta arrivando la disponibilità dei colleghi a farmi compagnia come candidato. Colleghi che sono pure compatibili con le LORO regole. Sarà un piacere non essere solo (e già non lo sono): bisogna far arrivare quanto più consenso possibile per noi. A breve l’assemblea del Coordinamento deciderà. Intanto che dirvi: mai abbassare lo sguardo e ricaccia indietro la loro infamia. Sabato 11 maggio GIORNALIST PRIMO DELLA LISTA, il nostro evento: ore 17 dibattito, dalle 22 grande festa con dj set di Bancarella del terrone. Possono spezzarci, ma non ci piegheranno mai.

Ah, grazie ancora a tutti coloro che mi hanno mandato sms, mi hanno telefonato o inviato mail: avrò memoria di ferro per voi. E ne avrò, tantissima, anche per chi tace, chi resta indifferente e a chi continua a essere un servo sciocco.

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