Trecentosessantacinque giorni

Con alcuni miei colleghi e amici del Coordinamento giornalisti precari Campania

Con alcuni miei colleghi e amici del Coordinamento giornalisti precari Campania

Un anno è una convenzione del calendario. In pratica è così, le fasi della vita possono avere altri tempi e spazi poco convenzionali. Eppure ieri mi sono fermato dopo aver letto le dichiarazioni di Alfonso Signorini durante una trasmissione tv: “Oggi i giornalisti non vogliono fare la gavetta”. Allora mi sono fermato e ho riflettuto su ciò che ho fatto in questi 12 mesi.

Partendo dal mese gennaio ho avviato, come responsabile nazionale della Comunicazione di Legacoopsociali, la sperimentazione di un portale quotidiano on line www.nelpaese.it: un progetto di informazione dal basso prodotto proprio dalle coop sociali; a marzo con il Giornale Radio Sociale (di cui sono redattore economia) e Visioni Sociali abbiamo firmato il reportage Stazione Mediterraneo per la settimana Unar contro le discriminazioni razziali.

A settembre è uscito Il Paese dei veleni, il libro curato da Antonio Musella e Andreina Baccaro, in cui ho scritto il capitolo sulla Campania; a ottobre è uscito il libro inchiesta Le mani nella città scritto con Ciro Pellegrino per Round Robin editrice; da novembre è on line il docufilm Futura prodotto da Legacoopsociali, realizzato con Luca Romano e Mario Leombruno; sempre a novembre è uscito il lungo saggio Scassanapoli sulla rivista MicroMega scritto sempre con Ciro Pellegrino; infine tra novembre e dicembre è in uscita il mio quarto libro Senza Traccia scritto con Antonio Musella.

A questo aggiungo la pagina blog dove provo a informare e dire la mia sui temi ambientali. So che in giro ci sono centinaia di colleghi che si smazzano e fanno altrettanto o di più. So che guadagnano pochi euro per un ottimo articolo e rischiano querele bianche o altre intimidazioni. So che l’Italia è agli ultimi posti per la libertà d’informazione. Sono cose che oggi il presidente dell’Odg Enzo Iacopino ha ricordato al premier Enrico Letta durante la conferenza stampa di fine anno. So che, nonostante tutto, ci sono centinaia di giornalisti bravi e liberi. So che lo fanno per 365 giorni.  Ah, dimenticavo: a maggio con altri colleghi ci siamo candidati e abbiamo ricevuto un buon consenso alle elezioni per il rinnovo dell’Odg nazionale e locale. Perché? Per combattere quelli come Alfonso Signorini.

In conclusione volevo aggiungere un’ultima riflessione. “Si puo’ essere giornalisti di parte, ma non bisogna essere faziosi”. Il collega d’esperienza come Pino Errichiello me lo ripeteva sempre. Allora non ho mai nascosto le mie idee e da che parte sto. Poi quando vedo che a sinistra per i moderati sono estremista, per gli antagonisti sono un venduto e gli arancioni mi odiano, sono contento: su questa traccia seguo la mia obiettività e il racconto dei fatti.

Buone feste a tutti, anzi no solo ai bambini.

 

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