La Merdiana di Napoli

Merdiana, opera dell'artista Peppe ZinnoCi sono artisti che non hanno mai frequentato salotti buoni o intellighenzia accademica. Ci sono forme d’arte che, da anni, sono a disposizione solo della Napoli popolare degli ex quartieri operai.  Uno di questi artisti  è Peppe Zinno, la barba bianca più conosciuta di Napoli est, che dai bambini agli adulti è chiamato peppezinno: una sola parola, come un hashtag ante litteram.

Oggi pochi fortunati hanno opere di #peppezinno. Alcuni murales (un po’ sbiaditi) spuntano su qualche muro di San Giovanni, altre conservate nella Sala Ichos dove Peppe, artista di strada e attore teatrale, ha stabilito il suo luogo di creazione. Chi lo conosce o ha l’opportunità di fermarsi a parlare sa che mezz’ora di chiacchierata con #peppezinno vuol dire ripercorrere il novecento napoletano, tra militanza comunista e arte di strada. Tra i tanti aneddoti c’è quello del grande water di cartone creato per il movimento dei disoccupati organizzati, portato in testa a uno dei tanti cortei a cavallo degli anni 70-80. “A un certo punto in piazza Municipio – mi raccontò un giorno #peppezinno –  la celere decise di caricare. Ma con grande sorpresa e stupore la polizia non stava caricando noi: stev’ caricann ‘o cess!”.

“Merdiana”

#peppezinno è tornato. Lo scorso 26 luglio ha inaugurato una nuova installazione sulla spiaggia del “municipio” a San Giovanni. Si chiama “Merdiana”, con la quale “si potrà misurare il tempo grazie al rilevamento della quantità di merda presente in mare”.

merdiana

Installazione artistico-matematica di Merdiana

FLUSSO DI MERDA PER 24h=
=24 PERIODICO (MERDA ALL’INFINITO)
RISULTANTE MARE DI MERDA
_____
M x h24 = 24 h M
______ __
24 h M = M ∞
__
M ∞ = mare di merda

M h ____
<—–> X 24 = 24 M = M ∞
M ∞ = mare di merda

“Fate qualcosa visto che non è neahnce merda nostra”

Per preparare quest’opera #peppezinno ha voluto raccogliere memoria di una storia bruciata troppo in fretta. Come sempre ci becchiamo sul bus lungo il Corso e mi racconta: “Lungo la costa di S.Giovanni tra il 1897 e il 1898 si contavano 7 stabilimenti balneari, nel 1906 se ne contavano 13, nel 1926 ancora 9. Ma dagli anni 30 con l’avanzare delle fabbriche, gli stabilimenti diminuiscono e la zona diventa man mano degradata. Tutte le acque e gli scarichi industriali hanno fatto si che il tratto di mare di San Giovanni divenisse uno dei più inquinati d’Italia. Oggi le fabbriche son quasi estinte, ma rimane ancora uno dei tratti più inquinati dove defluiscono in continuazione scarichi di comuni limitrofi e industriali non depurati. Questa provocazione intende dare un contributo al ripristino di un’antica economia che da Vigliena a Torre del Greco può diventare un polo turistico invidiabile”.

peppezinnoDopo Napoli est brucia del 26 giugno con giornalisti, scienziati, attivisti, comitati e consiglieri comunali per mettere la periferia al centro del dibattito politico l’Amministrazione prova a fornire goffe risposte. Intanto il premier Matteo Renzi ha annunciato che, durante la sua visita in città, sarà anche in questa periferia. Nel caso faccia una cosa buona: lasci a casa pretoriani e giannizzeri di partito e si faccia raccontare questi luoghi da un artista vero, segua e ascolti l’arte di #peppezinno.

 

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