Una giornata al mare

La comunicazione vergognosa della compagnia Medmar Napoli-Ischia

Traghetti Napoli-Ischia: la vergognosa comunicazione della compagnia Medmar

È arrivata in ritardo l’estate con il sole bollente e quel caldo che si appiccica addosso. Allora per chi resta in città è Ischia una delle mete per una giornata al mare, per un po’ di relax e due tuffi in acqua. Arrivati al molo Pisacane centinaia di persone affollano la biglietteria. Tra borse, bikini e teli arriva la prima sorpresa: “Questa nave non è provvista della piattaforma per i disabili”. La comunicazione è della Medmar, compagnia che collega Napoli a Ischia con i suoi traghetti. Un foglio bianco, una comunicazione secca che lascia basiti. È un vero pugno nello stomaco dei diritti civili, la negazione della libertà di movimento per centinaia di persone. Arrivati sull’isola si capisce subito che è la faccenda è anche controproducente sotto il punta di vista economico.

Scambiando due chiacchiere con alcuni commercianti viene fuori che Ischia, presa storicamente d’assalto nel mese di agosto, ha visto calare enormemente le presenze. La conferma arriva anche dai larghi vuoti nei lidi tra ombrelloni chiusi e sdraio piegate (si va da un minimo di 20 euro per un giorno) mentre i tratti di spiaggia libera sono affollati. Sono i russi a salvare la baracca mentre resiste il turismo balneare dei residenti al Nord. Negare la possibilità ai disabili, secondo uno studio recente, significa anche privarsi di aumentare i fatturati fino al 20%: negare un diritto non è solo barbarie ma anche poco conveniente.

Durante la giornata emergono tutti i limiti di un’isola che dovrebbe essere attrezzata per ospitare chi porta soldi in  tempi di crisi. Il trasporto è pessimo con pochi bus “pollicino” che dal porto partono carichi di persone e su cui si viaggia malissimo tra curve, discese e salite al costo di 1,90 euro a viaggio. In una delle spiagge più belle, quella dei Maronti, il mare presenta chiazze di schiuma proveniente dagli scarichi degli scafi.

Viene da chiedere al governatore Stefano Caldoro e al suo assessore al Turismo Sommese, impegnati nei condoni di fine luglio, a quale politica risponde questo fallimento. Sì è vero, a Napoli aumentano i turisti ma la quantità non basta per dichiarare il “successo” di una stagione turistica. Servono politiche per ospitare chi porta risorse economiche in questa regione, chi non parte e puo’ solo godersi il suo territorio. Non è civile presentare, invece, la scena di vergognose comunicazioni che negano i diritti alle persone.

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