Napoli est brucia. Di piombo e solitudine

Una delle spiagge (abbandonate) di San Giovanni da cui si vede la città

Una delle spiagge (abbandonate) di San Giovanni da cui si vede la città

Conosco molto bene quel tratto del Corso San Giovanni dove due uomini hanno sparato 40 colpi di pistola e kalashnikov. Ho amici e famiglie che conosco da anni e ci passo ogni settimana. Quando ho saputo il fatto ho contattato alcune persone: “è uno schifo Pè”, “no per fortuna ero al lavoro”, “sì sentivo gridare”. A poca distanza c’è il Piccolo Principe, il centro della coop sociale Terra e Libertà. Con Francesco Uccello, educatore e blogger, ci siamo scambiati impressioni e in sostanza siamo esausti. Forse doveva morire qualcuno, come il povero pensionato di Portici ucciso dal proiettile vagante. O forse ci siamo abituati anche questo, al suono degli spari e alla morte senza senso di questa devastazione sociale.

 

Da mesi diciamo che Napoli est brucia per il mare di merda, per il più alto tasso di dispersione scolastica, per la disoccupazione, per l’inesistenza di spazi sociali, per l’alta mortalità di tumore. E brucia di piombo. Si sta sparando da mesi, per strada e sui balconi tra Ponticelli, Barra e San Giovanni: nessuno si scandalizza, è meglio la fiction della realtà per aprire dibattiti e forum. Secondo la Direzione investigativa antimafia è “manifesta la propensione allo scontro armato”. Niente, nessuno parla.

Siamo stati fin dentro la sala del Consiglio comunale lo scorso 26 giugno. Il sindaco non venne nonostante l’invito. Poi pochi giorni si è fatto un giretto su una delle spiagge di San Giovanni e ha detto senza nemmeno un briciolo di dignità: “tutta bene, complimenti per la pulizia dell’arenile”. Ovviamente non si è tuffato nell’acqua di cui si sente il fetore a metri di distanza. E mentre sul selciato i poliziotti raccoglievano il kalashnikov e i bossoli, il primo cittadino girava beato tra le pizze sul suo Lungomare.

 

Su questa periferia c’è un cappa di silenzio, ci sono tanti business in movimento a partire dalla speculazione edilizia mentre non si parla di bonifica dell’ex area industriale. I pochi operatori sociali e le associazioni arrancano per mantenere un minimo di tessuto sociale. Da mezzo secolo questa periferia è serbatoio di voti per la sinistra a ogni livello: questa stessa sinistra è responsabile, questa stessa sinistra ha abbandonato questi territori. Mentre Napoli est continua a bruciare. Di piombo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.