Il giornalismo non la trionferà

Lo striscione davanti la sede Fnsi durante protesta 8 luglio

Lo striscione davanti la sede Fnsi durante protesta 8 luglio

A Chianciano è in corso il congresso della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi). Me ne sono accorto su twitter, dopo aver visto un retweet ironico della mia collega Simona Petricciuolo. Il sindacato unico recita il suo copione, continuando a difendere quel po’ di privilegio esistente e facendo battaglie per la libertà di stampa in giro per il mondo: libertà che ha rinunciato a vedere in Italia. Come quando l’8 luglio 2014 i massimi dirigenti sindacali definirono “squadristi” e “fascisti” gli oltre 100 giornalisti che andarono a contestare la firma del contratto vergogna fin dentro la sede nazionale. E, ancora, si tratta di un congresso farsa visto che manca una regione come la Campania con 8mila pubblicisti e 2mila professionisti ma soprattutto con l’80% di disoccupati e precari.

E forse non è un caso che proprio ieri ci sono stati tre episodi emblematici. Sulla home page di corriere.it e corrieredelmezziogiorno.it veniva riportata la notizia di uno scippo a Napoli con tanto di video: peccato che la notizia risalga al 2012. La news sarà rimossa dopo la segnalazione della testata Identità Insorgenti. Quando si gioca al ribasso non mancano solo i diritti ma viene meno la qualità dell’informazione e anche in modo così clamoroso.

Ancora ieri Luca Sofri su twitter, quasi come se fosse sceso dalla montagna, scopre che tra i primi 10 giornali on line pagano 5 euro a pezzo. Quando gli fai notare che, ad esempio, il Coordinamento giornalisti precari della Campania divulgava quei dati nel 2010, fa lo schizzinoso. E fa finta di non ricordare che al Festival internazionale del giornalismo di Perugia di un anno tesseva le lodi del lavoro giornalistico gratuito.

Infine, tornando dalle mie parti un ex consigliere Fnsi si indignava su facebook per l’assenza della Campania in questo congresso. Peccato che proprio chi fa parte delle correnti di questa categoria ha sulle spalle il fallimento di anni e anni, oltre a continuare nel silenzio del privilegio del proprio orticello.

C’è da dire anche che in quella platea congressuale ci saranno anche tanti colleghi con cui si sono condivise tante battaglie in questi 4 anni. Altri colleghi, invece, hanno intrapreso altre strade, interne al sindacato o fuori. I Coordinamenti si sono sciolti dopo aver dato un contributo decisivo per l’emersione della grande crisi della stampa italiana e, soprattutto, per aver realizzato la prima vera rappresentanza dei giornalisti senza nome. Restano aperti i grandi problemi, la crisi dell’editoria e lo strapotere dei grandi editori, la difesa del privilegio di fronte alla grande trasformazione, la qualità sempre più bassa rispetto ai giornali di altri Paesi. Servirebbe una spinta molto più grande e più vasta delle semplici guerriglie di potere interno. No, questo congresso non cambierà nulla e la Fnsi resta una parte del problema: il giornalismo non la trionferà.

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