Hanno perso tutto, hanno perso lo “Scuorno”

scuornoNella bufera politico-giudiziaria che sta colpendo il governatore-sceriffo De Luca si sono perse tante cose. Una di queste si spiega con una efficace parola della lingua napoletana, senza nemmeno la traduzione: Scuorno.

Si stanno alternando analisi, letture degli atti giudiziari, critiche ai magistrati sull’articolo di legge e sulle procedure. Eppure l’affaire Mastursi/Manna ha consumato ancora una volta la stessa vittima: l’etica. La rassegna stampa è una galleria degli orrori che ormai diamo per scontato. I protagonisti sono tutti attori del Partito democratico che governa la Campania e il Paese.

Ci sono gli insulti ai giornalisti, le bugie dette e ripetute con arroganza dallo sceriffo, menzogne per cui sarebbe caduto anche un presidente degli Stati Uniti. C’è lo scambio di battute tra il vicepresidente Bonavitacola e il capogruppo Casillo con livelli di profondità intellettuale che nemmeno al bar sport. C’è l’astro nascente del partito a Napoli, il sindaco di Ercolano Ciro Bonaiuto che in un’intervista afferma: “il Pd Campania non c’entra”, come se Mastursi fosse iscritto in Val D’Aosta. C’è Bassolino che tace e si sfrega le mani perché da questo disastro politico pensa di trovarne vantaggio nella sua candidatura a sindaco: un ritorno che fa il bis a proposito di Scuorno. C’è il silenzio di Renzi e dei suoi a Roma dopo aver sollevato ad arte un polverone contro Ignazio Marino: in Campania non c’è un Giubileo da organizzare. C’è il dibattito sui social e sui gruppi facebook dove i fans più o meno interessati difendono il loro sceriffo mentre il giorno prima si erano scandalizzati per un presunto abuso edilizio del sindaco 5 Stelle di Quarto. Poi ci siamo anche noi giornalisti. Ci sono quelli che usano il loro lavoro nel giornale come megafono del partito a cui si è iscritti o dell’uomo politico pronto al gran ritorno in campo, quelli che smorzano, tacciono o attaccano secondo come soffia il vento.

È lo Scuorno il grande assente. Non c’è pudore, non c’è vergogna della società civile corrotta e di questa classe politica campana e di un partito, il Pd, che è la plastica visione di una profonda crisi etica. Provare Scuorno è il primo passo per riconquistare un minimo di credibilità.

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