Il “Duomo” nel Golfo e quel vulcano sempre attivo

 

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    Il Vesuvio e il Golfo

    Sul fondo marino del Golfo di Napoli è stato scoperto un rigonfiamento, ossia un ‘duomo’, che emette gas. E’ alto circa 15 metri e copre un’area di 25 chilometri quadrati. Pubblicata sulla rivista Scientific Reports, la scoperta si deve alla campagna oceanografica coordinata da Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e università di Firenze.  Questo è l’ìncipit del lancio Ansa sulla notizia rimbalzata ieri su tutte le testate on line.

Ma di cosa si tratta? Ce lo spiega il geologo Franco Ortolani:

I mass media hanno lanciato la notizia “scoperto duomo con emissione di gas nel Golfo di Napoli”; la notizia è ufficiale ed arriva dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che insieme al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, e all’Istituto per l’ambiente marino costiero e di geoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche(che ha sede a Napoli), ha rilevato la presenza di un duomo nel Golfo di Napoli”. Diciamo subito che è una importante scoperta ma certamente non allarmante. Naturalmente si dovrà leggere tutta la nota scientifica. Per ora si ricorda che il ritrovamento non sarà l’ultimo. L’attività vulcanica che ha originato il “duomo”, a quanto si legge dai mass media, è da riferire al periodo compreso tra circa 10.000 e 4000 anni fa. Si ricorda che anche quella che oggi è l’area urbana di Napoli in quello stesso periodo fu interessata da fenomeni vulcanici e da assestamenti tettonici che hanno scolpito l’attuale assetto morfostrutturale come ad esempio la collina di Posillipo-Capodichino, i Camaldoli ecc.

Ma per il futuro? Quali sviluppi?

Viviamo su un territorio che momentaneamente è “tranquillo”. L’uomo è stato incosciente ad insediarsi in un’area ancora attiva come i Campi Flegrei e la zona vesuviana. Speriamo che noi ce la caveremo! Comunque per ora non c’è da preoccuparsi più di quando non era stato fatto il ritrovamento del duomo. Nessun allarme. Le nostre aree sono adeguatamente monitorate ma sono sempre aree attive.

Insomma, bisogna stare attenti e allontanare i progetti di “perforazioni” su cui tanti esperti hanno messo in guardia: troppi rischi in questa caldera vulcanica napoletana.

 

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