Bassolino umiliato. E pure un certo giornalismo

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Il gattino di Bassolino: questa foto finì sulle prime pagine dei giornali

 

A Napoli si è consumato il “parricidio” politico. Un evento disertato dalla città con meno di 30mila persone ai seggi: il 4% dell’elettorato. Le primarie sono uno strumento che si auto elegge “democratico” ma sono sempre i portatori di voti a decidere. E così è stato anche per la vittoria della Valente che sarà candidata a sindaco di Napoli.

Possibile che Antonio Bassolino non lo sapeva? Uno con la sua esperienza non è cosciente che senza i 3 quartieri di Napoli Est perdeva la partita? Infatti, nei circa 1000 voti di differenza è lì che è capitolato (e in altri rioni di periferia come a ovest e a nord). Si è consumato il parricidio con il “tradimento” del suo ex pupillo Antonio Borriello, colui che celebrò le sue nozze con Annamaria Carloni. Eppure tutto l’apparato ha obbedito a Roma e ha fatto quadrato intorno all’ex assessora della Iervolino: Cozzolino, Amato, Casillo. Nonostante questo il vecchio Antonio era convinto di vincere, perché?

I social giocano un brutto scherzo. In un’intervista l’ex governatore dell’emergenza rifiuti rivelò che proprio i “like” su facebook lo avevano convinto. A fomentare questo clima e a illudere il vecchio dirigente ci hanno pensato non pochi giornalisti che lo hanno eletto a “stratega della comunicazione”, intere redazioni che ne hanno tirato la volata e tanti over 50 nostalgici dei bei tempi che furono. Ma le primarie non si vincono con i gattini, servono i voti.

La sconfitta di Bassolino deve porre un interrogativo serio anche al panorama dell’informazione cittadina. Per mesi ci siamo trovati di fronte a un atteggiamento completamente “buonista” se non collaterale verso l’ex sindaco. Nessuno ha posto le domande a cui Totonno si è rifiutato di rispondere: quelle che gli ponemmo io e Antonio Musella come autori di Chi comanda Napoli (spesso accusati di essere “giornalisti attivisti”) a settembre, quando ancora non era ufficiale la sua ricandidatura. Al contrario si sono sprecati editoriali, vere e proprie censure sul passato recentissimo, interviste a tappetino su giornali web locali, lodi sperticate verso chi ha ancora sul collo una sentenza della Corte dei conti.

Ora vedremo dopo la sconfitta e l’umiliazione come si posizioneranno. Di solito questo tipo di giornalismo molla il carro perdente. Eppure c’è già chi chiede a Bassolino di non fermarsi, di fare la lista civica come rivela Identità Insorgenti: sarebbe l’apice della guerra che il “padre” ha dichiarato ai “figli” traditori.

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