Caos primarie. Borriello: la “creatura” di Bassolino non è un “caso isolato”

 

borriello

Il video di fanpage.it, realizzato dai tre bravi reporter Musella, Viscardi e Pace, ha scoperchiato il pentolone delle primarie napoletane. “Brogli”, “Compravendita”: le parole di accusa. La risposta è una minaccia di querela di uno degli interessati o la giustificazione del “caso isolato”. In queste ore la vicenda viene riportata su un piano “penale” e invece siamo di fronte alla deflagrazione politica di una storia, quella della sinistra che va dal Pci al Pds-Ds-Pd.

Nel vortice dei comunicati stampa e del dibattito social sfuggono alcuni riferimenti. E serve tradurre in altre parole, più appropriate, la questione di natura etica e politica. Nel mirino c’è il consigliere comunale Antonio Borriello, “Tonino”, che da 15 anni a San Giovanni fa il bello e il cattivo tempo, dai Ds fino al Pd. Ma chi è Borriello?

A fine anni ’90, in una congiuntura che vedeva la massima spinta del bassolinismo tra Comune e Regione, vengono a mancare prematuramente due stimati dirigenti del Pds di Napoli Est: Raffaele D’Angelo e Tina Accardi. In questa congiuntura si inserisce Tonino Borriello, militante Pci-Pds, che viene scelto da Bassolino come suo pretoriano nell’area orientale. Nel 2001 diventa presidente della circoscrizione promettendo il “mare balneabile entro 10 anni a San Giovanni” e nel 2005 Bassolino lo candida alla regionali per sbarrare la strada al suo grande oppositore in consiglio regionale: Francesco Maranta che ha nel quartiere il suo circolo politico di riferimento e dove ha il maggior consenso. Il suo rapporto con l’ex governatore è talmente stretto che Borriello celebra le nozze tra l’ex sindaco e Anna Maria Carloni. Sembra un rapporto quasi filiale e lo dimostra un aneddoto. Il 6 gennaio 2004, durante un festa per la Befana ai bimbi del quartiere, Bassolino lo ammonisce pubblicamente perché sui muri del quartiere ci sono manifesti in difesa dell’acqua pubblica e contro lo stesso governatore: gli rimprovera di non aver rimosso quei manifesti.  Poi nel 2011 diventa consigliere comunale insieme ad altri due esponenti dell’area est: Aniello Esposito e Salvatore Madonna.

In pratica Borriello è figlio della sinistra storica, cresciuto e nutrito nella sezione del Pci di San Giovanni a Teduccio, quartiere operaio, nella logica delle componenti e dell’arrivismo. La sua figura sta tutta dentro l’ambito culturale di quell’esperienza tra gli anni ’80 e ’90. Con Bassolino deve il suo scatto di carriera e per 15 anni non ha mai mutato la sua pratica politica. In sostanza: oggi di cosa si meraviglia il Pd e la sua dirigenza? Di cosa si meravigliano i fans di Bassolino o lo stesso Bassolino?

Nei suoi confronti si stanno adottando termini e categorie come “tradimento”. Ma nella logica delle correnti all’interno di un partito quanti riposizionamenti ha conosciuto la storia del nostro Paese? Davvero nessuno all’interno del Pd era a conoscenza della pratica di dare gli spiccioli di euro agli elettori dei rioni popolari?

È davvero poco entusiasmante il dibattito che vuole creare il “mostro” Borriello che assolve un partito e tutta una generazione della sinistra storica responsabile di una torsione etica. Non è un ricorso a mettere la polvere sotto al tappeto: qui c’è il fallimento di un ceto politico che dal terremoto dell’80 ha inseguito il consenso a colpi di clientela, ha sostituito la politica con la gestione amministrativa, ha tradotto l’etica nella mortificazione culturale delle classi e dei rioni popolari di questa città. Non è un caso che il Pd ha perso la guida della città nel 2011 e, probabilmente, perderà anche le prossime amministrative.

Autore: Giuseppe Manzo

Journalist, press office, social media manager, blogger, author

3 thoughts

  1. quanto a clientele, nuove per carità, non scherza nemmeno la Napoli della rivoluzione arancione. Le elezioni il Pd le perde non per questo, fidati

    1. Sull’Amministrazione de Magistris puoi trovare un po’ di articoli su questo blog e anche alcune mie pubblicazioni. Credo, comunque, che il Pd non interessa gestire Napoli. A cominciare da Renzi.

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