Bagnoli, chi fa promesse e chi tira le pietre

poliziotto con pietra

 

Tutto previsto. Le immagini di fanpage.it girate da Alessio Viscardi confermano che la polizia attacca lanciando lacrimogeni. La militarizzazione cercava lo scontro, scontro che ora serve ai troll per lanciare il teorema della “minoranza violenta” e per distrarre da altro o per attaccare il sindaco nel gioco delle maruzze. A questo si aggiungono i professoroni universitari buoni per ogni stagione e i peones in attesa delle briciole elettorali.

Uno sguardo speciale va alla mia categoria. Perché, come sempre dopo gli scontri di piazza, alcuni giornalisti confondono il proprio ruolo con quello dei poliziotti. C’è chi parla di un lancio inesistente di molotov e della solita “regia” dei “professionisti della violenza” o addirittura dei sempreverdi black bloc. Altri che fino a poco tempo cantavano Curre curre guagliò negli spazi occupati, addirittura puntano il dito contro il sindaco perché “deve denunciare le sigle che erano in piazza” per prendere le distanze dalle violenze.

Per quanto mi riguarda, avendo ancora le idee chiare sul fatto che sono un giornalista e non uno sbirro, ho due domande:

Come mai la polizia lancia pietre contro i manifestanti? Sono nuove armi in dotazione del reparto celere? (sopra la foto che sta facendo il giro del web)

Come mai una dirigente della Questura può dichiarare che “non esistono manifestazioni libere” alle colleghe di Identità Insorgenti mentre espongono un semplice cartello?

Bagnoli, nel merito

De Magistris si incarta: fuori dalla cabina di regia e nemmeno in piazza. La scena è tutta per Renzi che arriva in elicottero e fa lo show a Nisida (facendo incazzare le Camere penali minorili). Poi va in Prefettura e lancia lo spot: “rimuovere la colmata”, rispolverando Vezio De Lucia che dalle pagine del CorrMezz dice di non fidarsi e puntando il dito sul problema dello strumento commissariale.

E i comitati rispondono: “Renzi sostiene di volere la rimozione della colmata e l’applicazione del piano urbanistico di Vezio De Lucia, due punti della nostra battaglia per la riqualificazione dal basso di Bagnoli, insieme alla spiaggia pubblica e tanti altri. Significa che malgrado tante campagne di stampa di senso contrario, le posizioni dei comitati sul recupero ambientale di Bagnoli e difesa dalla cementificazione restano evidentemente le più popolari”.

Insomma, mentre intorno c’è chi è in giubilo per lo “statista fiorentino” la domanda da fare è: perché commissariare Bagnoli se l’obiettivo del premier è la bonifica? Perché farlo con Invitalia? La risposta, se mai arriverà, è gradita dopo le elezioni.

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