De Magistris, Napoli Est e quel massone in lista

palle di napoli est

 

A Napoli il sindaco Luigi de Magistris inizia una campagna elettorale con un bagno di folla. Al Modernissimo centinaia di persone in sala e altrettante fuori. Per lui sono pronte 15 liste, un esercito di circa 500 candidati in strada a portare voti nella battaglia elettorale.

E proprio in questa giornata che sembra dare il via a un secondo trionfo emergono alcune contraddizioni politiche di rilievo. La notizia della candidatura di Enzo Peluso, massone iscritto alla Loggia del Grande Oriente, nella lista Dema e alcune parole su Napoli Est durante https://player.vimeo.com/video/164426423“>l’intervista rilasciata alla collega Nunzia Marciano di Canale 8.

Il massone

Sul Mattino, che riscopre la sferzante verve giornalistica quando si tratta di colpire “avversari politici”, viene delineata la figura di Peluso: “Addirittura il sito del Grande Oriente d’Italia Democratico invita da giorni «a sommergere di preferenze» Peluso, candidato al Consiglio comunale, al fianco appunto di de Magistris. E rimanda di link in link a diverse pagine virtuali di altre frazioni, logge e loggette della massoneria italiana”.

L’ex pm, campione della battaglia contro le “masso mafie” era presenta alla convention per benedire questa candidatura. Peluso, inoltre, non è nuovo ad avventure  elettorali: ci aveva provato lo scorso anno alla Regione con Vincenzo De Luca. Ovviamente non c’è nulla di “illegale” nell’appartenenza massonica a una loggia riconosciuta dalla legge. Si pone, però, una questione politica seria: in caso di elezione o meno quale sarà il conto da pagare a chi, seppur legalmente, rappresenta quelle lobby tanto contrastate dal primo cittadino “rivoluzionario”? Come concilia questa candidatura la presenza di tanti giovani, donne e rappresentanti del mondo Lgbt impegnati ogni giorno per la città?

Napoli Est

A Canale 8, durante l’intervista al tg, arriva la domanda sulla periferia orientale. A differenza di Bagnoli ogni volta il sindaco sveste i panni rivoluzionari e indossa la “giacca istituzionale” promettendo e indicando cose che, per chi vive in quell’area, sono un rebus: presto ci sarà la “delocalizzazione della Q8”, “stiamo rifacendo le strade”, “c’è un’ottima collaborazione tra pubblico e privato”, “abbiamo attivato i Pua”.

Non c’è una sola parola sull’inchiesta di smaltimento illegale di rifiuti tossici, non una parola sulla bonifica di uno dei siti più inquinati d’Italia e non ci capisce a quale delocalizzazione faccia riferimento: c’è quella parziale come da accordo di programma ma c’è la concessione del sito di stoccaggio sine die per la multinazionale.  E ancora: non c’è una sola parola sulla bomba sociale e quella criminale, con una faida feroce che sta mietendo vittime innocenti e vede decine di persone costrette alla fuga da Ponticelli per evitare vendette trasversali. Non una parola su un possibile Piano di accoglienza per le baraccopoli di Gianturco sotto sgombero. Alcune cose fatte, del resto, sono state possibili grazie al generoso impegno di comitati , associazioni e Reti popolari che sono l’ultimo baluardo in una delle periferie più esplosive.

Poi come mai il progetto di imprenditori privati Naplest non è mai stato messo in discussione a differenza delle “speculazioni” su Bagnoli? Questa zona della città è ormai giudicata “persa” elettoralmente? Oppure va bene che resti l’immagine dei pretoriani del Pd in cerca di voti davanti ai seggi delle primarie? Come si concilia lo “zapatismo” contro i “poteri forti” a Bagnoli  e il moderatismo istituzionale sull’area est degno di  una real politik?

Sono domande al probabile nuovo (e confermato) sindaco di Napoli. Chissà se, a differenza di questi 5 anni, arriverà qualche risposta oppure andranno a gonfiare queste sfere bianche (sylos a Napoli Est, ndr) simbolo di promesse mai mantenute.

 

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