Ecoballe, ci vogliono 2 anni e mezzo per spostarle

ECOBALLE

 

Terra dei fuochi. Oggi alla presenza del Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca è stata rimossa la prima ecoballa. Per De Luca è la “giornata storica, l’inizio della soluzione al problema Terra dei Fuochi”. Giubilo sui social network e c’è chi trasferisce il merito direttamente a Renzi. Ovviamente siamo in campagna elettorale è la potenza di una foto o di un video servono, eccome. Poi bisogna spiegare bene di cosa si tratta.

È giustificato tutto questo ottimismo? Non proprio. Lo stesso governatore ammette: “Ci vorranno due anni e mezzo per togliere tutte le balle”. Intanto sono 742.00o metri quadrati di sito tra Masseria del Re e Masseria lo Spesso da bonificare completamente.

Ora si iniziano i lavori di rimozione dei rifiuti imballati e stoccati dei primi 2 lotti  n. 5/6 di Lo Spesso, aggiudicati alla società Vibeco srl che ha realizzato l’impianto di trattamento, confezionamento e pesa ecoballe.  Il cantiere è stato preparato dalla società  I.A. Consulting srl, che ha progettato l’allestimento del cantiere con la predisposizione delle macchine di lavorazione: macchina per la pesa, portale radio metrico, impianto di trattamento per la filmatura e la pressatura delle ecoballe, oltre che l’allestimento degli uffici.

Questo permetterà la sana e corretta funzione dell’impianto, in quanto grazie a queste macchine i camion prima di uscire dall’impianto passeranno per la pesa e il portale radio metrico per verificare l’eventuale presenza di materiale radioattivo. A questo punto verranno smistati in due destinazioni finali: una nazionale per alimentare gli impianti del cementificio, divenendo così combustibili solidi secondari (prassi solita in Europa ma rara in Italia – dati statistici parlano del 16%) e una estera con l’invio delle balle rifilmate e impacchettate via nave verso la Spagna.

Per il direttore tecnico della I.A. Consulting srl Raffaele Iorio si tratta di “un mezzo miracolo”. Eppure restano tanti nodi prima di cantare vittoria nella Terra dei fuochi. Innanzitutto ci sono davanti ancora 2 anni e mezzo prima che esca l’ultima ecoballa; poi occorre capire bene circa il capitolo bonifiche dove recenti inchieste dimostrano la capacità di “riciclo” delle ditte mafiose; resta tutta aperta la partita su ciclo dei rifiuti mentre occorre capire quali sono i controlli nei cementifici dove finirà parte della monnezza e con quale impatto ambientale. Infine, restano tutti i nodi relativi ai roghi, alle discariche, allo screening sanitario e alla prevenzione.

Insomma, più che una giornata storica oggi è stata solo sollevata una ecoballa nella terra del disastro ambientale.

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