Si mobilita il Lotto 0: campetto e murales per Ciro. E il Comune?

per ciro

Si troveranno venerdì 8 e sabato 9 per rimettere a posto l’unico campetto di calcio. Pianteranno alberi e fiori, realizzeranno un murales in memoria di Ciro Colonna. I ragazzi del Lotto 0 provano a reagire dopo la morte del 18enne innocente durante l’ennesimo agguato a Napoli Est.dopo la morte del 18enne innocente durante l’ennesimo agguato a Napoli Est. Provano a mettere in campo la partecipazione e la cura del loro rione, insieme al movimento UnPopoloInCammino.

“Alla riunione del 28 giugno – scrivono gli attivisti – erano presenti la madre e il padre di Ciro: non lo nascondiamo, accanto a loro ci siamo sentiti piccoli piccoli, perché queste persone sono straordinarie, è straordinaria la loro forza, è straordinario il coraggio che stanno dimostrando. Forse è impossibile immaginare cosa voglia dire perdere un figlio di diciassette anni così, sparato sotto casa senza alcuna ragione. Un dolore di fronte al quale si potrebbe correre il rischio di restare muti, inermi. E invece la mamma e il papà di Ciro vogliono che la memoria del loro figlio resti viva nell’impegno, nella testimonianza, nel cambiamento. La loro forza di fronte al dolore ci investe di una responsabilità enorme, la responsabilità di provare davvero a cambiare le cose”.

Dopo la fiaccolata del 14 giugno nel Lotto 0 cresce un percorso di consapevolezza e riappropriazione del territorio. Ma non basta, chi vive quei territori ha bisogno di interventi da parte delle istituzioni. Innanzitutto al governo nazionale per le politiche di intelligence e sicurezza, come chiede UnPopoloInCammino. E poi si attendono, ora, i fatti da parte di Palazzo San Giacomo con il secondo mandato di Luigi de Magistris.

I ragazzi hanno, infatti, lanciato un appello in vista di venerdì: “ci servono le porte e le reti per il campo. Perciò facciamo appello a società sportive, centri sportivi, attivisti impegnati nello sport. Insomma a chiunque ci possa aiutare”. La richiesta è stata inoltrata anche all’Amministrazione che potrebbe, senza enormi risorse, recuperare un paio di reti e di porte. Perché con atti pratici si afferma la presenza nelle periferie più abbandonate. Oppure qualcuno ufficializzi un fatto: solo il dono e il buon cuore si possono costruire le basi di aggregazione sociale nei quartieri a rischio e non con interventi seri, concreti.

I cittadini di Napoli Est attendono, ancora.

 

 

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