Le 4 giornate di Napoli (Est)

 

ex-vetreria

 

Napoli, prima città europea insorta contro l’occupante nazista. Le 4 giornate che, tra il 28 settembre e il I ottobre 1943 (ma già dal 27 e dai giorni precedenti con focolai di rivolta), liberarono il capoluogo campano sono storia celebrata e ricordata da libri, foto e celebri film. Eppure nel solco della memoria c’è qualcuno che scava e trova nuove storie. Uno di questi è Enzo Morreale, animatore del Comitato civico di San Giovanni a Teduccio, che ha recuperato le informazioni sull’eccidio della “Vetreria Riccardi” a San Giovanni a Teduccio:

“Il 29 settembre 1943 – scrive Morreale – nella ‘Vetreria Ricciardi’ di Via Ferrante Imparato i Tedeschi apparecchiarono un ‘campo di concentramento’ nel quale si perpetrò una feroce rappresaglia contro cittadini inermi. Le fonti ufficiali dichiararono trenta morti. Ma tuttora non si sa con certezza quante furono effettivamente le vittime. La ricerca di G. Mancini, A. D’Angelo, L. Verolino, pubblicata nel volume “Guerra di periferia … stragi dimenticate nell’area orientale di Napoli 1940-1943”, documenta che le vittime dovettero essere ben oltre quelle citate. Nel luogo dell’eccidio non c’è nulla che ricordi quell’avvenimento così cruento: nessun riferimento nella toponomastica, nessuna lapide in memoria delle vittime, nelle ricorrenze non è mai avvenuta la posa di corone di alloro per la commemorazione di quelle che furono vittime del nazifascismo.

La rappresaglia dei nazisti, spalleggiati dai fascisti locali, fu causata dall’epilogo della lotta di liberazione dal nazifascismo che in quelle ore si dispiegava nel nostro paese e nel mondo intero. Aldo De Jaco dedicò un paragrafo della sua opera monumentale “le quattro giornate di Napoli” agli avvenimenti che riguardarono l’area Orientale di Napoli. De Jaco ricostruisce la storica avversione verso il fascismo delle popolazioni locali, non solo nella sua fase conclusiva, che ebbe il suo epicentro a Ponticelli, a cui per il valore dimostrato dovrebbero essere riconosciuti tutti gli onori previsti, dove la popolazione ingaggiò uno scontro durissimo contro i Tedeschi intenti a depredare, a distruggere le fabbriche, ad organizzare le deportazioni e a macchiarsi dei crimini più odiosi ed inverecondi. Non conosciamo il motivo per cui i Tedeschi scelsero come ‘campo di concentramento’ la ex ‘Vetreria Ricciardi’. Dal punto di visto logistico si può dedurre che la scelta dei nazisti, per le analogie, appare tragicamente chiara. Ancora oggi davanti al sito appare un binario ferroviario oramai inutilizzato che si connetteva alla rete e che entrava in quella che dovette essere l’area retrostante dell’opificio. Il binario riconduce la mia memoria alla storia tragica dell’Europa innanzitutto a quella del ‘900, delle due guerre mondiali e del genocidio”.

L’iniziativa del 2 ottobre

Per ricordare questo eccidio e quella resistenza il 2 ottobre in via Ferrante Imparato si terrà un’iniziativa che vede mobilitati i comitati di Napoli Est (Comitato Civico S. Giovanni a Teduccio, Rete Napoli Orientale, , La Barra, Porchiano Bene Comune, Napoli Est Brucia, Secondo Tempo, Voce nel Deserto, Sala Teatro Ichos, Napoli Libera.), l’Anpi e il Comune di Napoli. È prevista la performance dell’artista Giuseppe Zinno e le letture dei brani dei testi di A. De Jaco “le quattro giornate di Napoli” e di G. Mancini, A. D’Angelo, L. Verolino, “Guerra di periferia….stragi dimenticate nell’area orientale di Napoli 1940- 1943”

La memoria di quei fatti riconduce a moderne resistenze che in questa periferia sono portate avanti proprio da questi comitati: la difesa dell’ambiente e della salute di fronte al disastro ambientale che vede la Q8 sotto inchiesta per smaltimento illecito dei rifiuti, la cui sede è a pochi metri proprio dalla ex “Vetreria Riccardi”.

Nuove resistenze

E sempre in quei giorni nell’area orientale, a Ponticelli, un’altra moderna resistenza vedrà una nuova iniziativa. Venerdì 30 e sabato 1 ottobre i ragazzi del Lotto O saranno al Campo Sportivo Ciro Colonna, per proseguire  l’impegno in memoria di Ciro, vittima innocente della camorra: “finiremo di sistemare l’aiuola con il Ginkgo e il Melograno di Ciro, monteremo lo steccato che sarà dipinto dai bambini del Lotto O e dedicheremo a Ciro uno striscione col suo meraviglioso sorriso”.

La memoria delle vittime della violenza nazifascista possono unire il presente di un’area della città da troppo dimenticata: ci sono nuove quotidiane resistenze che hanno bisogno di sostegno e della partecipazione di tutti.

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