Caro Fidel. Lettera di un anonimo napoletano

 

Ricevo e pubblico

 

Caro Fidel, sono uno sconosciuto napoletano e scrivo questa lettera che mai leggerai.  Tra poco a Santiago de Cuba sarà il giorno dell’ultimo saluto prima che le tue ceneri saranno nel grande cimitero monumentale.

Quando sei morto molti miei concittadini, italiani e occidentali, hanno festeggiato.  Per loro sei un dittatore e un tiranno, alcuni a Miami hanno fatto festa. Anche nel mio Paese alcuni hanno festeggiato. Secondo queste persone tu hai violato tanti diritti umani in questi 50 anni. Dicono che nel tuo Paese non c’è la libertà di espressione, la libertà di stampa, il diritto al dissenso politico e quelli dei gay non sono garantiti.

Sono tutte cose che nel corso di questo secolo e mezzo sono accadute sull’isola. Eppure io mi sono interrogato su un aspetto:  ma chi ti accusa sa cosa succede nel mio Paese? Ti faccio alcuni esempi.

Libertà di stampa. Qui in Italia, a Pavia, è esplosa una raffineria due giorni fa: un incendio spaventoso, visibile a decine di chilometri di distanza. Eppure sui giornali non solo non ha avuto la giusta visibilità ma circolava la versione dell’azienda coinvolta, l’Eni, e quella della sua presidente Emma Marcegaglia, ex capo di Confidustria: già oggi non se ne parla più.

Libertà di espressione. Per mesi nella mia città c’è stata una campagna in difesa di tre operai licenziati dalla Fiat per aver fatto uno striscione satirico. Avevano messo il capo dell’azienda, il potente Sergio Marchionne, come un manichino suicida: volevano ricordare i tanti operai che si sono tolti la vita o hanno provato a farlo dopo una lettera di cassa integrazione. Alla fine il giudice gli ha dato ragione e l’azienda deve reintegrarli, ma al momento non li fanno ancora andare a lavorare e non vogliono che rimettano il piede in fabbrica.

Diritto al dissenso politico. In Piemonte da 20 anni c’è la lotta contro la realizzazione della linea ferroviaria Alta velocità Torino-Lione. Una delle attivista, Nicoletta Dosio di 70 anni, sconta arresti domiciliari ed hanno chiesto altri 6 mesi di reclusione per il suo dissenso politico.

Diritti gay. Solo qualche mese fa nel mio Paese è stata approvata una prima legislazione che riconosce le coppie omosessuali. Però nel mio Paese continuano forme di discriminazione e, spesso, di violenza contro le persone Lgbt.

E potrei continuare che non basterebbero 100 blog.

Insomma, caro Fidel io non ho capito perché i miei concittadini si sentano così superiori in tema di libertàe  diritti. E poi sulla democrazia qui si sta votando un referendum che vuole modificare pericolosamente la Costituzione: una Carta che mai è stata applicata ma sarebbe la causa di tutti i mali.

I nostri mali sono povertà minorile (30%), disoccupazione (13%) e quella giovanile (50%), il Sud come area più depressa d’Europa, l’invecchiamento e la fuga delle nuove generazioni, un Paese che non fa più figli.

Eppure ad alcuni non interessa sapere che a Cuba, invece, per i bambini istruzione e salute sono gratis; che quando arriva un Uragano non finisce in un disastro umano come Haiti; che a due passi da Messico e Colombia il Paese non è in mano ai narcotrafficanti; che la povertà è figlia di un embargo durato mezzo secolo e a cui quel popolo ha resistito senza rovesciare il governo rivoluzionario; che in quella piccola isola è nata e sopravvissuta la rivoluzione all’economia di capitale di fronte al gigante yankee.

Però Fidel, poi ci sono anche quelli come noi che hanno studiato la studiato la Storia e la sua complessità . Hanno visto Cuba con i propri occhi e hanno provato a capire le contraddizioni. Hanno visto (e lottato) le ingiustizie nel proprio Paese e mai combattute da tuoi detrattori.  Ci sono quelli che si sono letti e riletti la tua intervista a Gianni Minà. Ci sono quelli che solo vedendoti con il nostro amato Diego Maradona sanno da che parte stare.

Ci sono quelli che faranno un murales nella loro città mentre sarai seppellito. O quelli che faranno vedere il film di Oliver Stone su di te. Perché nel mio Paese e in Occidente ci sono pure quelli che hanno compreso la tua frase: “Nessun vero rivoluzionario muore invano”.

Hasta siempre Comandante

Antonio Barracano da Napoli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.