La generazione che già rottama Renzi (ma è scritto nel 2014)

millennials

Settembre 2016: Renzi a Napoli, proteste e cariche. Foto: Riccardo Siano

 

Dopo il Referendum le analisi del voto hanno fatto scoprire il massiccio No dei millennials: le nuove generazioni di precari e disoccupati, laureati e diplomati pronti a emigrare. Eppure non era difficile prevedere questo risultato. Occorreva semplicemente osservare questa generazione che negli ultimi tre anni non è rimasta a guardare. Ecco un mio articolo del 15 novembre 2014, pubblicato due anni fa sul blog d’autore che aveva voluto fanpage.it, quando Renzi era al Governo da soli 7 mesi.

L’articolo di due anni fa

“La generazione che già rottama Matteo Renzi”

Non hanno partiti, non hanno un sindacato e la razza padrona ha dichiarato guerra ai loro diritti

Hanno tra i 16 e i 25 anni e non sono ancora andati via dall’Italia. Li abbiamo visti spalare il fango a Genova. Stanno riempiendo le piazze da mesi e ieri hanno invaso le strade dello sciopero sociale. Magari non sono il 40% ma faranno parte dell’altro 60. Vivono adolescenza e giovinezza nella peggiore crisi economica e sociale dal Dopoguerra. Non hanno partiti, non hanno un sindacato e la razza padrona ha dichiarato guerra ai loro diritti. Questa è la generazione che spiazza tutti, smentisce luoghi comuni e ha già rottamato Matteo Renzi

[…]

È vecchio, infatti, il giochino di messa in discussione dello sciopero da parte dei “grandi elettori” confindustriali. Ed ecco che ieri da Milano a Napoli va in scena lo “sciopero sociale”. È vecchia e stantia la retorica dei doppi estremismi ed ecco vederli scendere senza vessilli di gruppo o appartenenza.  È altrettanto vecchio lo schema che li descrive fannulloni perché con l’ingresso all’università girano continuamente lavoretti sottopagati e decine di finti stage che mascherano il nuovo sistema di sfruttamento.

Li hanno definiti edonisti e individualisti, eppure erano i primi in Liguria ad aver preso una pala per togliere il fango caduto per mano della speculazione. La verità è che chi vuole raccontarli ci sta capendo ben poco. Vivono i cortei con una grande gioia e non cantano bandiera rossa ma ballano su note postmoderne .  A Napoli i ragazzi del Vico hanno impedito il fermo di due studenti 16enni sedendosi tutti intorno alla volante, pacificamente. Affrontano a mani nude e senza più nemmeno i caschi protettivi i plotoni antisommossa e si prendono le botte come a dire: “non è nulla rispetto al futuro che ci state consegnando”.  Infine, subiscono quotidianamente provocazioni, attacchi e offese da politici violenti e razzisti come Salvini, da docenti universitari molto affini ai salotti del potere e da facce leopoldine che imperversano nei talk show.

Nonostante questo scenario hanno invaso le piazze delle città nella giornata di ieri. Hanno spiazzato chi dice di sapere cosa vogliono.  Vale la pena, invece, ascoltarli e raccontare i loro pensieri per non restare sorpresi: come in quello scatto gioioso e repentino per occupare la tangenziale di Napoli. No, non è il nuovo ’68 ma è il 2014. Sono occhi, voci e corpi che reclamano un futuro  e che hanno già fatto capire una cosa: solo dopo pochi mesi Renzi non c’entra nulla con le nuove generazioni, questo premier è già da rottamare.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.