Il Maradona di Jorit che ha fatto riscoprire il Bronx

maradona-bronx

 

A inizio anni ’90 apparve una scritta sull’ingresso posteriore di via Taverna del Ferro, nel quartiere San Giovanni a Teduccio: “i ragazzi del Bronx 2001”. Da allora quel rione per tutti divenne semplicemente il Bronx come l’omonimo quartiere newyorkese. Oggi sulla facciata anteriore Jorit ha realizzato il ritratto di Diego Armando Maradona: il murales più grande del mondo. Da giorni si è aperto un dibattito sull’opportunità di quest’opera, “sul quartiere problematico che non ha bisogno di murales”, “su Maradona drogato cattivo esempio”, sulle strumentalizzazioni di chi amministra ed è latitante da 6 anni da quei luoghi.

A volere questo murales sono stati alcuni ragazzi e cittadini di San Giovanni, stanno facendo una colletta con l’aiuto di Inward e dello stesso Jorit. Accanto a Maradona ci sarà uno scugnizzo a opera ultimata. E se c’è un risultato di questo murales è che ha fatto riscoprire il Bronx di Napoli est. Non so quanto ne sapete di questo posto progettato da architetti di sinistra, avallato dai dirigenti del Pci/Pds/Ds e realizzato come risposta alla domanda di alloggi post terremoto.

Trent’anni di un bunker sociale

Era fine anni ’80 e ogni domenica mattina andavo da zia Fortuna. A lei era stata assegnata la casa al primo piano della “stecca” alta. Anno per anno si notava la trasformazione di quella specie di falansteri popolari che sarebbero diventati bunker con una soglia sociale non oltrepassabile. Il controllo portone per portone, gli ascensori fatti saltare in aria perché le scale erano “più sicure”, i locali commerciali al piano terra completamente devastati. A scuola media i miei compagni di classe mi aggiornavano sulle dinamiche criminali dopo l’uccisione dei boss con le loro paure di adolescenti cresciuti troppo in fretta.

Poi arrivarono i blitz. Soldati ed elicotteri che alle 8 del mattino si abbassavano sulle nostre teste, arresti e sgomberi a favore di telecamere ma il giorno dopo tutto tornava come prima. E ciclicamente si ripetevano queste scenografie di Stato mentre generazioni crescevano tra pistole e droga.

Poi arrivarono gli anni Duemila. Forza Italia faceva il pieno di voti e guai a noi giovani militanti comunisti se provavamo ad affiggere manifesti falce&martello sui muri. Poi arrivò il Pd (gli stessi dello scandalo primarie) col tuttofare che faceva da anello di congiunzione e i voti arrivavano con la promessa di far fare i lavori “alla Romeo” (Romeo immobiliare che ha gestito patrimonio comunale, oggi arrestato per corruzione ndr).  Quei grattacieli a pezzi controllati scala per scala dove potevo accompagnare come educatore i bimbi del semiconvitto tanto “tutt appost sta arrivann ‘o prufessore”

In mezzo ci sono piccole faide e sangue. C’è lo spacciatore che per ucciderlo spararono 40 colpi rincorrendolo per 300 metri tra case e presenti terrorizzati. C’è quello ucciso davanti scuola alle 8 del mattino mentre i bimbi entravano in classe. C’è Vincenzo Amendola, ucciso e sepolto a 18 anni un anno fa e chissà per quale futile motivo. C’è la dispersione scolastica, la disoccupazione, l’emigrazione o lo spaccio.  Ci sono i lavoratori a sbarcare la giornata, i disoccupati che hanno fatto le lotte, gli anziani e i pezzi di merda.

E, soprattutto, sappiamo chi non ci è stato mai. Sappiamo chi ha la responsabilità di aver creato bunker sociali come questo, le Vele, il Lotto 0 e tanti altri. Allora chiedetevi perché Maradona è stato scelto per campeggiare maestoso su quella facciata. Chiedetevi dove sono state le istituzioni, compresa l’amministrazione “rivoluzionaria” degli ultimi 6 anni che ha abbandonato un’intera periferia colpita da un disastro ambientale. Chiedetevi quanto sia controproducente ricordarsi di uno slum solo perché vi hanno dipinto il calciatore più forte di tutti i tempi.

Quando finirà il murales di Jorit ci sarà uno scugnizzo accanto a Diego. Quegli stessi scugnizzi che hanno abitato e abitano quei luoghi e guardano a un altro scugnizzo che è riuscito a diventare il più grande di tutti. Questo è il messaggio dei “ragazzi del Bronx 2017” che tutti dovrebbero sforzare di comprendere prima di giudicare.

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