La città ingiusta: la questione di genere è una questione di quartiere

vesuvio

 

Una questione di genere, una questione di quartiere. Continua il viaggio dei ricercatori di Noi@Europe nei livelli di diseguaglianza a Napoli, una città sempre più “divisa” e polarizzata. Nella scorsa puntata i dati dimostravano come lavoro e reddito siano circoscritti ai quartieri “bene” (Chiaia-Posillipo-Vomero-Centro) e la disoccupazione nelle periferie. Ora lo studio si focalizza sulla questione di genere e la musica non cambia.

“Il livello di occupazione femminile in città è basso – scrivono i ricercatori – Secondo il Censimento 2011 il numero di donne occupate in città è del 22,4%, assai inferiore alla media nazionale (36,1%). C’è quindi una questione “lavoro femminile” che riguarda l’intera città”.

I dati

città divisaAll’interno di questo dato ecco il divario: “c’è allo stesso tempo un enorme divario dentro la città di Napoli. Se il numero di donne, giovani, ragazze occupate nei quartieri ‘bene’ della città resta comunque non elevato (circa un terzo del totale delle residenti in età da lavoro), nelle periferie Est e Nord le percentuali si abbassano fino a poco più di un decimo del totale. In questi quartieri poco più di una donna su dieci dichiara di aver svolto attività lavorativa remunerata. Una minoranza, piccolissima, di donne lavoratrici”.

Il record tocca a San Giovanni a Teduccio (periferia est) insieme ai quartieri della periferia nord: Miano, San Pietro a Patierno e Scampìa. Invece il quadrilatero della Napoli “bene” (centro, Vomero, Chiaia, Posillipo) vede triplicate quelle percentuali.

“Non a caso – continua la nota di Noi@Europe – le differenze tra quartieri aumentano quando si passa dal tasso di occupazione generale (rapporto di 1 a 2 tra i quartieri con migliori e peggiori performance) a quello femminile in particolare (dove il rapporto è di 1 a 3). E’ sulle donne dei quartieri poveri della città che si scarica il peso più forte di un mercato del lavoro precario e asfittico, della insufficienza di servizi pubblici di cura alla persona, di rapporti squilibrati all’interno della famiglia e della coppia”.

Si attende, ora, la prossima puntata con nuovi dati. Da questi primi due studi si evince che Napoli sia una delle città più divise e polarizzate, dove la questione sociale (e quella di genere) si concentra nelle periferie mentre in pochi quartieri borghesi si accumula reddito.

 

 

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