Mesi per esami e interventi, medici precari: il caso dell’Istituto Pascale

pascale

foto della Guardia di Finanza dopo gli arresti del marzo scorso

 

Tre mesi per un ricovero in chirurgia. Dai 2 ai 3 mesi le chemioterapie. Un anno per mammografia ed ecografie. Sono questi i tempi di attesa per l’Istituto oncologico Pascale di Napoli, come denuncia il Forum Diritti e Salute. Si tratta di tempi biblici per patologie tumorali che, spesso, hanno sulla velocità della diagnosi e della cura la possibilità di curarli. Una situazione drammatica se pensiamo che l’Ente sanitario si trova in quella Campania che vive il dramma dell’incremento delle patologie nelle zone della “terra dei fuochi”, tra le province di Napoli e Caserta. A fare da contraltare alle liste di attesa, però, è l’aumento dell’attività di intramoenia.

Ma non finisce qui. Le questioni aperte riguardano la stessa organizzazione di un Istituto di eccellenza nazionale. Attraverso la mobilità sono trasferiti profili medici che non hanno quei profili nella tradizione della ricerca biomedica. E sempre per quello che riguarda il lavoro aumentano gli specialisti con contratti precari. Sono decine i ricercatori a collaborazione ma anche i dirigenti medici che hanno vinto regolare avviso pubblico.

“Non sono più tollerabili situazioni in cui i cittadini siano costretti ad attendere mesi mentre altri possano scavalcarli, pagando, per essere operati nella stessa struttura pubblica”. Così dichiarò il presidente della Regione Vincenzo De Luca in una riunione con i direttori generali delle Aziende Sanitarie e delle Aziende ospedaliere  lo scorso 5 settembre. Eppure nulla, a distanza di due mesi, sembra essere cambiato mentre lo scorso marzo, a seguito della bufera giudiziaria che ha coinvolto l’Istituto sulle forniture portando a sette arresti, dichiarò: “negli ultimi mesi abbiamo ottenuto risultati straordinari per quanto riguarda la riduzione delle liste d’attesa e sotto il profilo delle cure ai malati”.

“Mentre nei viali dell’Istituto Pascale si sistemano le luci natalizie – afferma Francesco Maranta, portavoce del Forum Diritti e Salute – si spengono le luci sul dolore delle persone malate, sulle preoccupazioni dei medici, dei paramedici e degli impiegati. Circa 200 persone che ogni anno vedono il loro lavoro continuare con contratti precari a cui è rimasta solo la speranza di poter restare lì a pieno titolo, speranza che ogni giorno si consuma nell’incertezza”.

Maranta fa poi riferimento alle assunzioni di nuovi medici che pongono una serie di interrogativi: “sono medici bravi nel loro campo ma un istituto oncologico ha bisogno di specialisti oncologici e questo non sta avvenendo. La situazione è molto grave e quello che risalta agli occhi è vedere come si allunghino le liste di attesa da una parte e aumenta l’attività di intramoenia dall’altra. Eppure la Legge Bindi che regolamenta intramoenia parla chiaro: dove ci sono liste di attesa l’attività di intramoenia non si può fare”.

Poi Maranta conclude su Palazzo Santa Lucia: “la Regione è troppo distratta con questo presidente sta creando un vuoto e un’assenza incolmabile sulla sanità: tagli ai posti letto, pulizia negli ospedali, abusi. Per il Pascale la nomina del manager è anche materia ministeriale ma l’attuale ministro sembra avere altro a cui pensare rispetto ai diritti fondamentali alla salute e alla cura”

 

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