Svendita Napoli Est: cemento, rifiuti e la bonifica dimenticata

 

Con le elezioni alle porte si affacciano vecchi e nuovi interessi nell’area di Napoli Est. L’area urbana che vede un’inchiesta in corso per smaltimento di rifiuti tossici la bonifica come ex Sin è uscita completamente fuori dall’agenda politica e istituzionale. Avanza, invece, un altro modello che somiglia molto a quello del consorzio Naplest, il raggruppamento di imprese che fa capo alla moglie dell’ex capo di Confidustria Antonio D’Amato.

L’Amministrazione comunale “rivoluzionaria” di Luigi de Magistris ha sempre strizzato l’occhio di fronte a questo modello di recupero urbano: aree commerciali, edilizia privata, strutture ricettive. Dopo una consiliatura e mezza quasi di silenzio sulle domande del territorio per quanto riguarda emergenza sociale, la Q8 e l’inchiesta sui rifiuti tossici, il fenomeno roghi, abbandono delle aree verdi e la questione della linea di costa più inquinata della Campania con l’invasione a est dell’area portuale commerciale, ecco che arrivano alcuni Piani Urbani Attuativi: alcuni Pua risalgono alla precedente amministrazione Iervolino.

Gianturco

“La Giunta comunale, su proposta degli Assessori all’Urbanistica Carmine Piscopo e alle Infrastrutture Mario Calabrese, ha approvato  il piano urbanistico attuativo di iniziativa privata relativo alle aree della ex Manifattura tabacchi in via Galileo Ferraris, di proprietà di “Cassa Depositi e Prestiti immobiliare”, e la relativa convenzione che garantisce la contestuale realizzazione delle attrezzature e delle infrastrutture pubbliche previste”. Così in un comunicato l’annuncio dei due assessori lo scorso 15 dicembre.

Le opere di urbanizzazione comprese nel piano, che saranno realizzate ad opera di CDP e cedute all’Amministrazione comunale, consistono in: parcheggi, a raso e in struttura; un’attrezzatura per l’istruzione; un’area mercatale coperta; un parco lineare e spazi di verde attrezzato; nuova viabilità pubblica, con relative reti impiantistiche e sottoservizi.

L’importo complessivo delle opere di urbanizzazione da realizzarsi, che saranno cedute al Comune di Napoli, è pari a circa 32,9 milioni di euro. La superficie complessiva delle aree da cedere sarà di circa 90.000 mq.

Una volta stipulata la convenzione, Cdp immobiliare potrà richiedere i permessi di costruire relativi alle opere private. Cdp immobiliare dovrà inoltre predisporre i progetti esecutivi delle opere di urbanizzazione ai fini della successiva realizzazione, a propria cura e spese. Per ciascuno stralcio, le opere di urbanizzazione dovranno avere inizio entro 12 mesi dal rilascio del permesso di costruire.

“Si tratta di un intervento rilevante per la trasformazione dell’area orientale di Napoli”, dichiarano gli assessori Calabrese e Piscopo. Ma quale trasformazione senza la bonifica? La ex manifattura è il sito da cui scapparono i commissari per l’emergenza rifiuti nel 2008 quando volevano aprire una discarica durante la crisi: appena sotto la superficie del sottosuolo fuoriuscirono liquami industriali e sostanze di ogni tipo.

San Giovanni

Sempre il 15 dicembre la Giunta comunale, su proposta dell’Assessore all’Urbanistica Carmine Piscopo, ha approvato il piano urbanistico attuativo di iniziativa privata in via Bernardo Quaranta, presentata dalla Società Napoli Project srl proprietaria delle aree. L’intervento riguarda un’area di circa 5.000 mq localizzata tra via Bernardo Quaranta e via Aviglione, nel quartiere di San Giovanni. Il piano prevede la realizzazione di una struttura ricettiva per circa 40 camere che si sviluppano su un unico edificio composto da cinque livelli fuori terra oltre al PT e un piano interrato che ospita i parcheggi pertinenziali e locali di deposito.

“La struttura ricettiva che si andrà a realizzare in un’area cosiddetta periferica”, dichiara l’Assessore Piscopo, “evidenzia la capacità delle politiche locali di sollecitare investimenti privati per un settore in grande espansione quale quello ricettivo/alberghiero”.

Per chi non conosce la zona si tratta di un’area tra la direttrice via delle Repubbliche Marinare e corso San Giovanni dove sono ignote ai più le condizioni per “un’attrattività turistico-ricettiva” in un quartiere dove da mesi si verificano stese e agguati in una strisciante faida criminale. Inoltre, sempre in merito ai Pua, “voci di dentro” parlano della costruzione di un nuovo centro commerciale in una ex area agricola a ridosso di via delle Repubbliche Marinare che andrebbe ad aggiungersi al tessuto commerciale made in Cina e all’Auchan di Ponticelli.

Sono scelte che potrebbero creare posti di lavoro ma che segnalano la mancanza di un’idea urbana per il recupero e il rilancio di una ex zona industriale diventata deserto di servizi per chi ci abita.

Impianto di compostaggio a Ponticelli

Lo scorso 6 ottobre, durante un’iniziativa sull’urbanistica a San Giovanni promossa da Sinistra Italiana, il vicesindaco Raffaele Del Giudice annunciò che il progetto dell’impianto di compostaggio, da costruire in via de Roberto a Ponticelli, sarebbe stato realizzato di concerto con il territorio. Da allora è calato il sipario e il vicesindaco non ha dato più notizie, annullando anche un incontro nel quartiere prima di Natale. Siamo di fronte a un tema delicato. Il compostaggio è un fattore indispensabile per il ciclo differenziato dei rifiuti per superare discariche e inceneritori.

Eppure ci sono domande decisive a cui rispondere: che impianto sarà? Quale quantità di rifiuti trattati? Quale tecnologia avanzata? Quale impatto del trasporto su gomma già intensivo in quell’area? Quale fattibilità in un’area adiacente alla Q8 sotto inchiesta per aver smaltito illegalmente rifiuti tossici?

Senza rappresentanza

Tra passato e futuro, ma soprattutto senza rappresentanza l’ex fortino rosso del Pci-Pds-Ds dove anche de Magistris ha trovato voti e consenso rimane senza rappresentanza. L’area est con quella nord sono due componenti della città ingiusta e divisa in termini di dispersione scolastica, reddito, disoccupazione e condizione femminile.

Ed è proprio il silenzio nei sette anni circa di questa Amministrazione, con l’assenza di ogni forma di confronto con un territorio che ha avanzato richieste precise, a tracciare questo bilancio.

Forse non è un caso che. nella periferia orientale tra la fine del Pd (con la vergogna del caso primarie), la mancanza totale di riferimenti per Dema (a differenza di altri territori “simbolo”) e la poca incisività di M5S, la prima assemblea di presentazione per la campagna elettorale arrivi da Potere al Popolo: la lista di chi ha scelto di autorappresentarsi.

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.