Bassolino, Caldoro, De Luca: i governatori passano, il Biocidio resta

 

Dai 150mila del “fiume in piena” del 16 novembre 2013 sono passati oltre 4 anni, Caldoro governatore e governo Letta. In circa un lustro qualcuno non se ne è andato a casa nonostante gli annunci, i decreti inutili, le promesse. Roghi e sversamenti tossici, bonifiche mai fatte e raccolta differenziata ferma al palo, negazionismo e attacchi alla scienza indipendente sono ancora lì.

Il 24 marzo 2018 ha riportato in piazza migliaia di persone (5mila). Una comunità che in Campania è rimasta a denunciare, studiare, mobilitare i territori: i volti delle donne (Chiaiano e provincia nord), delle mamme (Noi genitori di tutti onlus e quelle vulcaniche), di ragazzi/e (collettivi studenteschi e centri sociali), di medici (Isde-medici per l’ambiente), di attivisti (da Enzo Tosti a Marzia Caccioppoli), di associazioni (Let’s do it!, Libera, Legambiente, Wwf) e di generazioni vecchie e nuove che conosci e riconosci (Francesco Maranta ancora in prima linea).

Cartelli, striscioni e microfono rivendicano le promesse non mantenute e raccontano di una terra che è sotto il dominio di malaffare, imprenditoria criminale e collusioni politiche. Al 24 marzo si è arrivati con il tam tam sulla rete e le adesioni internazionali come l’equipe dei ricercatori come Marco Armiero, Anna Fava e Ilenia Iengo. Ha visto l’impegno dei musicisti di “Terroni uniti” che erano in piazza e hanno composto per l’occasione il singolo “Jatevenne”. E poi oltreoceano il video con il sostegno di Antonio Giordano e del suo Sbarro Institute di Filadelfia. Giordano che vedrà a processo l’autore e il direttore de Il Foglio dopo l’articolo dal titolo “’o professore della bufala della Terra dei fuochi”: in tribunale torna anche il processo di appello “ecoballe” che vede ancora aperta la stagione “bassoliniana” sulla gestione dei rifiuti.

E si è arrivati alla manifestazione dentro una  vera e propria battaglia dialettica tra De Luca e i promotori della Rete Stop Biocidio. Mentre il corteo si concludeva con il lancio di sacchetti davanti la sede regionale ricoprendo l’immagine del governatore (immagini e video diventati virali in poche ore), una nota del presidente della Giunta ironizzava sul “ritorno dell’opposizione” a cui lasciava un sarcastico “hasta siempre”. La risposta di Stop Biocidio è arrivata nella mattinata di domenica: “oggi ci rendiamo conto che è prima di tutto per la salute di De Luca che De Luca deve dimettersi. Un presidente in pieno esaurimento nervoso, la cui capacità di intendere e di volere è sempre più opaca. Fortuna che ci sono già pronte più di 10 mila persone pronte a scrivere un’alternativa per la democrazia della nostra terra. Le risposte da dare al Presidente De Luca sono talmente tante che tutti abbiamo bisogno di elencarle, ecco perché, a partire da questo post, ognuno condividerà e commenterà mettendo le proprie”

Insomma, dopo Bassolino e Caldoro oggi il governatore è De Luca mentre un governo nazionale deve ancora nascere. Stili e parole diverse, sistema immutato. La certezza è che chiunque sarà il prossimo governatore o il prossimo governo questa comunità la troverete ancora al suo posto. Perché se le polemiche sullo scontro investono le velleità di Luigi de Magistris per una scalata a Santa Lucia e gli % Stelle mirano a conquistare la Regione nessuno può sentirsi al riparo di questi interessi: bisogna rischiare e avere coraggio, alla prova dei fatti si potrà giudicare.

È  un sistema di imprese, di malaffare, di connivenze e di oppressione ambientale che va messo in quelle “sacchette” perché mai più si dovrà ancora gridare Stop Biocidio.

 

 

 

 

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