Venduti come pacchi: l’appello e la lotta dei lavoratori Auchan di Napoli

auchan

Venduti da un giorno all’altro e senza preavviso. Sono i 149 lavoratori dell’ Auchan di via Argine a Napoli. Da due giorni occupano il centro commerciale di fronte alla fumata nera dopo l’incontro coi sindacati: solo la metà sarà assunto dalla nuova proprietà. In tutta la Campania sono 900 gli addetti della catena di distribuzione francese e un grande punto interrogativo si apre sul futuro di queste persone e delle loro famiglie.

Intanto i lavoratori oggi vanno in presidio in piazza Municipio sotto la sede del Comune mentre i sindacati incontrano l’assessore comunale al lavoro Panini per chiedere un impegno della Giunta comunale verso l’azienda.

“La città – sottolinea Walter Schiavella, segretario generale della Cgil di Napoli – non può sopportare l’ennesimo colpo così duro. Rimarremo al fianco dei lavoratori di Auchan fino a quando non si costruiranno soluzioni che tutelino tutti gli addetti, diretti e indiretti”.

L’appello

Su facebook Bernadette, una delle lavoratrici Auchan, lancia un appello mentre è in corso il secondo giorno di occupazione:

“L’occupazione del centro commerciale viene portata avanti da noi dipendenti poiché i dirigenti hanno preso la decisione della chiusura di punto in bianco, senza alcun dialogo tra i sindacati e quindi noi dipendenti.
Il punto Auchan di via Argine è solo l’inizio. Come annunciato stesso dall’azienda, tutti i vari centri commerciali Auchan della campania verranno chiusi ad effetto domino. Alla chiusura di tutti gli Auchan della campania saranno all’incirca 900 i dipendenti che si troveranno senza lavoro.
Questa decisione presa dalle alte cariche francesi Auchan, è stata presa dopo aver usufruito di tutti gli ammortizzatori sociali che in questi anni lo Stato italiano ha dato per agevolare le aziende, già con l’intenzione poi (terminate queste agevolazioni) di andarsene dal territorio campano.

È inutile sottolineare l’impatto sociale ed economico che queste chiusure porteranno sul territorio campano già dilaniato dalla crisi e dalle varie problematiche sociali del nostro tempo. Vi prego a nome di tutti i dipendenti Auchan (via argine e non) di far si che questo colpo basso a danno di noi lavoratori abbia la giusta risonanza e che non venga messo a tacere”.

Occupazioni, presidio, appelli. Solo un anno fa per 2 mesi 4 operai ex Hitachi si mobilitarono per difendere il posto di lavoro, proprio di fronte all’ingresso Auchan in quella stessa via Argine. Sempre su quella strada anche la Whirlpool vive giorni di incertezza. Sono destini, quelli del mondo del lavoro, che si ignorano, si frammentano tra diverse condizioni contrattuali e assenza di una forte rappresentanza sindacale. Destini che non sanno di essere poi accomunati dalle scelte “produttive” di aziende e multinazionali.

E così la storia si ripete sulla stessa strada ma sul marciapiede opposto: il lavoro e i diritti di chi lavora continuano ad essere calpestati.

 

 

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