Dalla strada alle case: come il web (e la crisi) cambia il mercato del sesso

Foto da sportellodeidiritti.org

 

Dalla strada alle case, basta un clic. Così il mercato del sesso cambia pelle, costume e offerta. Sono migliaia gli annunci su tanti siti di incontri, accessibili e a portata di mano. Siamo di fronte a un fenomeno nuovo che si amplifica nelle città a grande presenza turistica. Dalle escort professioniste  alle transgender, dalle giovani straniere a casalinghe e studentesse ma non solo. Ci sono lavoratrici part time che arrotondano: estetiste, commesse, partite iva.

Un numero di cellulare, spesso il contatto wattshapp, qualche foto (posticcia, oscurata o visibile), l’area dove trovare l’appartamento per meno di mezz’ora e un prezzo medio di 70-100 euro. La proposta è spesso relativa a pratiche sessuali “meno quotidiane” o addirittura specializzate per quelle specifiche. La concorrenza non si fa spietata solo sul prezzo ma anche sulla promessa di non utilizzare il preservativo.

Questo è in sintesi ciò che è venuto fuori monitorando per mesi alcuni siti più popolari di incontri e appuntamenti. E, in alcuni casi, è emersa anche la regia di organizzazioni criminali.

Roma

La capitale è un pozzo senza fondo. Non esiste quartiere o zona che non sia interessata da decine e decine di annunci. È interessata anche la provincia, fino a Valmontone. Da Termini a Prati, dalla Nomentana a Ostia: donne e transgender di tutte le nazionalità promettono sesso a buon mercato. Non mancano “mogli insospettabili” o studentesse universitarie fuori sede mentre nel periodo natalizio è facile trovare annunci di “non professioniste”, spesso già impiegate in lavori part time come segretarie e commesse.

Sullo sfondo c’è un mercato che ha una domanda senza fine, anche per la specificità delle pratiche sessuali. Gli annunci indicano in media un costo che parte da 50 euro e arriva a 200 per le escort professioniste. Nel corso del tempo gli stessi annunci riportano zone diverse della città. Case e affittacamere diventano le sedi di un tour che va di settimana in settimana alla ricerca di nuovi clienti, prima di cambiare città. “A Roma non si fanno buoni affari, domani riparto”, risponde al telefono una giovane sudamericana che annuncia di restare solo un altro giorno e poi trasferirsi al Nord per un po’. La maggior parte sono straniere (sudamericane, est europee, orientali, afro e anche mediorientali), alcune anche in viaggio turistico e di ottima cultura che provano a “fare un po’ di soldi per continuare il viaggio”.

Le cause economiche non spiegano da sole questo fenomeno che ha anche nuove radici culturali. Prostituirsi diventa il mezzo più semplice per fare soldi, anche per assicurarsi beni di consumo come il cellulare alla moda o il capo firmato.

Alcuni orari che indicano solo mattina e pomeriggio mostrano casalinghe, spesso sposate, che ricevono prima del ritorno del proprio marito a casa e disponibili per il sesso “soft” che esclude pratiche più particolari. Qui si apre il fronte di una difficoltà economica per le famiglie in cui le donne non riescono a trovare lavoro.

Napoli

Il boom turistico porta con sé nuove domande. Non solo strutture ricettive, ristorazione e posti letto ma anche sesso. E così Napoli vede rimanere nelle proprie strade le vittime di tratta, africane e est Europa, e riempire appartamenti o presunti centri massaggi. Da Bagnoli alla stazione centrale, da Varcaturo alla zona vesuviana lo schema è simile a quello romano. La novità riguarda il numero molto più alto del fenomeno cresciuto con gli anni della gentrificazione turistica.

Lo scorso 30 agosto “la polizia municipale di Napoli ha effettuato una vasta operazione a contrasto delle truffe in danno dei turisti ospiti in città di strutture ricettive non alberghiere. Diverse le segnalazioni relative a strutture adibite a doppio uso ossia come alloggi per turisti e come alcove per incontri di sesso a pagamento”. Ben 12 le case vacanza, B&B e affittacamere utilizzate da donne per ricevere i clienti nella zona “bene” di Chiaia e Posillipo. E solo un mese prima i carabinieri avevano sgominato una banda che “prendeva in affitto immobili in località turistiche campane mettendoli a disposizione di prostitute e transessuali affinché esercitassero il meretricio”.

I dati del fenomeno

“La strada è più sicura di una casa verso cui vanno prese molte contromisure per la propria sicurezza. Oggi c’è una concorrenza spietata ed è difficile costruire una clientela sufficiente: non è solo crisi economica ma anche voglia di un guadagno facile”. Così spiega il fenomeno Stefania Zambrano, trans e attrice, ideatrice di Miss Trans Europa e attiva con l’associazione Transnapoli che difende e promuove i diritti delle donne transgender. Zambrano aggiunge anche un particolare importante e pericoloso per la salute di prostitute e clienti: “è fortissima la domanda di fare sesso senza preservativo e arriva soprattutto dai più giovani che ignorano i rischi: è necessaria una nuova campagna di informazione sull’importanza di proteggersi e sulla prevenzione”.

Secondo i dati del Codacons nel 2018 sarebbero stati quasi 20mila le operatrici che hanno procacciato clienti, anche se in strada resiste ancora la percentuale più alta. La scelta, però, di un appartamento è in costante aumento per un giro di affari complessivo del mercato di quasi 4 miliardi e 3 milioni di clienti.

“Ciò che è meno noto è che durante gli anni della crisi economica il settore è cresciuto sensibilmente, anche grazie al boom della prostituzione sul web”, spiega il Codacons che fornisce alcuni numeri: “nel periodo della crisi economica (2007-2014) il fatturato della prostituzione è cresciuto del 25,8% mentre il numero di soggetti dediti alla prostituzione è aumentato del 28,5% (+20.000)”.

Giuseppe Manzo

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