No alla scuola di guerra europea: si mobilita “Napoli città di pace”

città di pace

La corsa al riarmo dei paesi europei e l’iniziativa di un esercito continentale: cosa c’entrano con Napoli? Lo spiega il comitato Napoli Città di Pace che ha lanciato un’assemblea popolare il prossimo 23 gennaio nella sede della Città del sole in vico Maffei 4 (ex Asilo Filangieri)

“Negli ultimi mesi – scrivono i promotori abbiamo assistito ad un rinnovato entusiasmo per un progetto lanciato da Macron a giugno del 2018 per realizzare entro il 2024 un esercito europeo “sovrano strategico ed autonomo”. Il progetto (denominato: Initiative européenne d’intervention, IEI) è stato firmato da solo 8 dei 28 componenti l’UE: intorno all’asse franco-tedesco si sono schierati i paesi più vicini politicamente alla potenza economica e politica tedesca, quali il Benelux e i paesi scandinavi. Non hanno firmato l’accordo i paesi dell’est, la Grecia e l’Italia, paesi più direttamente influenzati dagli USA che, sebbene la Francia lo neghi, vede questo percorso alternativo alla NATO. Su questo, come su tanti altri problemi, l’UE non ha retto e Federica Mogherini, alto rappresentante per la politica estera dell’Unione non ha voluto essere presente all’atto della firma. L’ IEI rappresenta un salto di qualità dell’interventismo europeo fuori Europa, perché metterebbe insieme convergenti potenze economiche politiche e militari ad impegnarsi in missioni di alta intensità bellica senza dover attendere l’ok di tutti gli stati membri europei e NATO. Sebbene l’ IEI non vuole essere alternativo alla NATO, nell’estate Donald Trump ha twittato definendolo “molto insultante”.

A Napoli, città già militarizzata a causa delle pesanti presenze USA, NATO e italiane, dal comando militare della NATO per l’Europa (Joint Forces Command Naples) di Giugliano-Lago Patria, al Comando Euro-Africano della U.S. Navy di Capodichino, “la costituzione di una scuola militare europea sarebbe un ulteriore insopportabile affronto. Questo evento, implicitamente previsto nel quindicesimo progetto PESCO è resa possibile da documenti prodotti dall’amministrazione comunale. Infatti una collocazione di questa costituenda struttura sarebbe la ex Caserma ‘Nino Bixio’ ”.

“Il Comune di Napoli – afferma il comitato – ha permutato lo storico edificio di via Monte di Dio con edificio più degradato e frazionato della zona, rinunciando così a un canone di fitto di quasi mezzo milione di euro. L’operazione si è chiusa nel febbraio del 2017 ma, paradossalmente, un mese dopo il Sindaco ha portato in Consiglio Comunale la proposta di delibera “Napoli città di pace”, affermando principi contraddetti dall’operazione Nino Bixio. Nei prossimi anni la zona di Monte di Dio diventerà un’area ad alta presenza militare, ma non risulta alcuno studio, alcuna valutazione, alcun approfondimento sull’impatto che tali presenze avranno sul territorio. L’operazione è stata deliberata nel corso del primo mandato di de Magistris, ma si è conclusa nel secondo. Salta agli occhi che non v’è traccia della scuola di guerra nei programmi elettorali del sindaco né in quelli dei consiglieri che hanno deliberato la scelta. Ma soprattutto, è mancato un processo di partecipazione democratica che coinvolgesse i cittadini e le cittadine”.

Il comitato vuole che che i napoletani e le napoletane sappiano del progetto di “stampo militarista” sostenuto nei fatti da chi amministra la loro città.

E per questo che l’assemblea del 23 gennaio pretende risposte dal sindaco Luigi de Magistris e dall’Amministrazione comunale “nella speranza che non ci sia un avanzamento del progetto” – che, cioè, la cosa si areni nelle controversie diplomatiche e nella sua difficile praticabilità – e riteniene “doverosa una presa di posizione politica dell’amministrazione comunale, nella persona del Sindaco Luigi De Magistris, affinché riconosca le responsabilità in merito, e si impegni a trovare soluzioni presso il governo nazionale per annullare l’ospitalità nella nostra ‘Città di Pace’ di uno strumento di organizzazione bellica”.

Alla campagna Napoli Città di Pace sono arrivate oltre mille adesioni. Ecco alcune delle organizzazioni che promuovono l’assemblea del 23:

 

A.R.Ca Agende Rosse Campania; Associazione Peppino Impastato; Cantolibre, Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato; Collettivo 48ohm – Pomigliano D’Arco; Confederazione Cobas – Napoli; Coordinamento Comunisti Campani Proletari m-l; Il Sindacato è un’altra cosa – Opposizione CGIL (Campania); Laboratorio Politico Iskra; MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione) – sede di Napoli; Meridionalisti Democratici; Movimento Acqua alla Gola – Toscana; NDO – Napoli Direzione Opposta; PCI Federazione di Napoli e Comitato Regionale Campania; Pax Christi Nazionale; Potere al Popolo – Napoli; PRC Federazione di Napoli e Campania; Santa Fede Liberata, Napoli; SiCobas – Napoli e Caserta; Sinistra Anticapitalista – Napoli; Sinistra Classe Rivoluzione – Napoli; Sinistra in Movimento per la X Municipalità (Napoli); USB, regione Campania; VAS (Verdi Ambiente e Società) – Circolo di Napoli “A. D’Acunto” e Coordinamento Reg. VAS Campania; Zero081 – Laboratorio di mutuo soccorso – Napoli) Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC)

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