QUEI REPORTER E CRONISTI CHE RISCHIANO OGNI GIORNO PER IL LORO LAVORO

Nella recente puntata di “Nuovi eroi” è andata in onda la storia di Amalia De Simone. Giornalista d’inchiesta del Corriere della sera insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica dal Presidente Mattarella per il suo lavoro e per i rischi che ha corso tra minacce e intimidazioni quotidiane.

La sua vicenda nota al grande pubblico è una finestra spalancata su ciò che accade ogni giorno ai report e cronisti nazionali o locali sul campo. Violenze, minacce, querele temerarie, avvertimenti sono il pane quotidiano di poteri e criminalità per impedire l’esercizio della professione in modo libero.

Altro caso eclatante riguarda Paolo Borrometi, giornalista siciliano sotto scorta, che nei giorni scorsi ha ricevuto l’ennesima lettera di minacce: “hai poco tempo” era scritto in dialetto siciliano su un biglietto recapitato negli studi di Tv2000.

E a Napoli la cronista di L’aria che tira e de Il Mattino, Cristina Liguori, ha trovato le gomme dell’auto bucate dopo una conferenza stampa dell’Arma dei carabinieri dopo alcuni arresti: il veicolo era parcheggiato proprio fuori la caserma.

La storia di Giampiero De Luca

A Napoli è rimbalzato alle cronache il caso di Giampiero De Luca, videoreporter di Tv Luna e de La Stampa on line, che da tempo subisce lettere minatorie e a cui hanno chiuso la serratura della tabaccheria di famiglia con dello sterco. Giampiero ha rivelato ciò che sta avvenendo da mesi all’interno della stessa trasmissione “Dossier”, condotta da Matilde Andolfo. “Tu campi poco”, scritto su un biglietto. Due uomini che fermano Giampiero perché “sta dando fastidio”.

Sul caso è intervenuta la Fnsi a ogni livello, nazionale e campana. In tv Giampiero non ha nascosto la rabbia di chi svolge questo lavoro in solitudine e spesso non rendi note ai colleghi questi episodi, non solo per paura ma anche perché si svolge il proprio lavoro mettendo in conto questi rischi. Poi in alcuni si resta soli anche rendendoli noti.

La delegittimazione e gli errori

Da alcuni governi a questa parte, fino all’attuale giallo-verde, la figura del giornalista è sempre più sotto attacco sul piano politico e costituzionale. Questa delegittimazione consente anche le continue aggressioni di gruppi neofascisti come nel caso di Forza Nuova contro i giornalisti de L’Espresso a Roma.

Infine, occorre anche analizzare criticamente certi atteggiamenti degli organismi di categoria. In alcuni casi si eleggono frettolosamente giornalisti minacciati senza verifica del rischio effettivo o addirittura del lavoro di cronista rincorrendo “feticci” di periferia per improbabili carriere sindacali. Serve buon senso e serve saper individuare i tanti Giampiero che sul campo corrono rischi veri sapendo fornire supporto e una rete di protezione civile. Il giornalismo è a un bivio: solo i giornalisti possono difendere se stessi con serietà e responsabilità.

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