“CON IL DDL PILLON TORNA LA CACCIA ALLE STREGHE”: LA PSICOLOGA CATALETTO SPIEGA LE RAGIONI DELLA PROTESTA

Il disegno di legge Pillon è uno dei provvedimenti più contestati del governo giallo-verde. Porta la firma di un senatore leghista e mette a mano a questioni importanti relative al rapporto uomo-donna nella famiglia. A novembre migliaia di persone sono scese in piazza contro il Ddl e in prima fila ci sono i centri antiviolenza.

I motivi per cui rigettare questa proposta li spiega Rosaria Cataletto (nella foto a sinistra), psicologa-psicoterapeuta e criminologa-esperta in psicologia giuridica. È anche referente e coordinatrice sul territorio di Napoli e provincia delle associazioni C.S.IN; Onlus ed E.N.A.C Roma.

Le associazioni di cui è referente e coordinatrice sul territorio di Napoli, come si pongono nei confronti del decreto Pillon?

Le associazioni a cui fa riferimento – che sono sono le C.S.I. N. Onlus e E.N.A.C., le cui sedi si trovano a Roma e dislocate poi in tutta Italia – generalmente lasciano libertà di azione ai professionisti che gestiscono le situazioni, ma nel caso del decreto Pillon rigetta in blocco un disegno di legge frutto dell’oscurantismo e misoginia di ritorno, teso a punire le donne tutte, senza distinzione di istruzione e livello sociale, e di riflesso, i figli. Inoltre la linea comune di qualsiasi associazione che si occupa di violenza e supporto a coloro che vivono uno stato di bisogno specifico, è quella di porre il benessere del minore al di sopra di ogni cosa. Per non parlare dell’aberrazione della sindrome Pas posta al centro del decreto, agitata come clava che guarda caso, secondo Pillon, è essere sempre frutto dell’attività screditante delle madri contro i padri, e mai dei padri contro le madri. Il disagio dei minori va valutato attraverso una serie di strumenti, tra cui in primis l’osservazione clinica, il colloquio, la comunicazione non verbale, la somministrazione di test adeguati, la relazione tra il genitore presumibilmente alienato e i minori, e la relazione tra gli alienanti e i minori e lo stato di questi ultimi.

Quali sono le novità che il decreto Pillon produce per le donne?

Il decreto Pillon, apre purtroppo, le porte ad un sistema familiare ormai superato da anni, dove vedeva le donne completamente alla mercé dell’uomo, andando a riconfermare uno stato di patriarcato che annulla completamente l’individualità della donna, le sue scelte, il suo essere. Apre una caccia alle streghe, dove tutte le donne che si oppongono a sistemi familiari malati o oppressivi, vanno punite sia dal punto di vista economico, sia quello psicologico e affettivo. O si accettano le condizioni o si corre il rischio che i figli vengano addirittura sottratti. Il Decreto Pillon, ufficialmente sembra nascere a tutela e garanzia del benessere del minore, sottolineando che la fine di un matrimonio non deve essere garanzia di mantenimento per la madre. Non a caso tale decreto nasce sull’onda delle pressioni dei papà separati, ansiosi di punire le ex mogli sia dal punto di vita affettivo (i figli), sia economico. È sbagliato proprio il principio, che vede la madre protagonista del decreto e non il minore. Per cui se si parla di novità, si parla di novità altamente disconfermanti per la donna,” non più madre amorevole ma tutte Medea”. Aggiunga che non considera affatto i minori vittime di violenze, i quali sarebbero obbligati a vedere il genitore abusante, cosi come la stessa donna vittima di violenza familiare. Infatti Pillon pone la vittima della violenza nello stesso setting mediativo dell’aggressore, con un rischio altissimo di riattivazione traumatica e reiterazione degli agiti violenti. Amplifica il falso mito che le denunce sono false e strumentali, quando poi le denunce in Italia sono solo il 20 per cento dei casi, perché abbiamo un numero oscuro della violenza ancora molto elevato, ed è noto che per arrivare a denunciare una donna non ce la fa più. A conferma sono i casi poi conclamati che poi vediamo sui giornali che raccontano di vittime innocenti.

Esiste oggi anche un problema di equilibrio tra marito e moglie in una separazione pacifica? O il decreto usa questo tema per altri obiettivi?

Raramente le separazioni sono civili, almeno inizialmente ognuno dei partner porta un forte carico emozionale, dove inevitabilmente ognuno si sente vittima dell’altro. Da qui le guerre che vedono spesso coinvolti i minori, dove ognuno cerca di portarsi dalla propria parte questi ultimi. Qui poi scattano le sfere personali e strutturali dei soggetti. Alcuni comprendono che forse arrivare ad accordi tutela la salute dei minori evitando assurde triangolazioni, altri invece che nell’estenuante guerra che fanno al partner, continuano anche di fronte al dolore dei minori, attribuendo a questo, ulteriore responsabilità all’altro partner. Il decreto Pillon, comunque lo si guardi, non tutela in nulla il minore, facendo perdere a questi qualsiasi forma di stabilità , compresa quella logistica, che lo vede sballottato da una parte all’altra a giorni alterni andando a rompere cosi le uniche forme di equilibrio che un minore può avere dopo una separazione genitoriale che di per sé è già un trauma. Come ribadito, questo non è un decreto che tutela il minore e la sua relazione con entrambi i genitori, ma colpisce le donne. Basta guardare in giro l’entusiasmo con il quale è stato accolto da tantissimi uomini separati, che hanno urlato gioiosi “ è finita la pacchia”, riferendosi chiaramente alle loro ex compagne.

Il decreto Pillon non sembra essere un cavallo di battaglia per gli anti Salvini e i suoi oppositori: come mai?

Questi sono aspetti puramente politici, potrei dirle che in Italia non esiste una valida opposizione a questo governo, o che vedo questo decreto o cosi avulso dalla realtà che è quasi impossibile la sua trasformazione in legge. A riguardo vi possono essere le più svariate interpretazioni ma qualcosa è stato fatto, poco a dire il vero, sono nati i comitati anti-Pillon, ma rispetto alla astrusità dello stesso è ben poca roba. Assistiamo a un film visto tante volte. L’ultimo esempio è il federalismo fiscale. Sempre lo stesso processo. Quando il decreto è stato presentato abbiamo assistito a una levata di scudi dalle opposizioni parlamentari, dalla società civile di sinistra, da parte degli stessi giudici, con la componente di Magistratura democratica. Insomma tutti hanno cavalcato l’onda mediatica. Poi silenzio. Ma Pillon è andato avanti con il suo assurdo disegno, suscitando anche le ire delle donne 5 stelle. Poi il silenzio nuovamente. È prevista una manifestazione per il giorno 31 gennaio a Roma, ma la lotta vera riprenderà solo a ridosso dell’attuazione. A quel punto dobbiamo solo aspettare per capire se ci sarà il tempo per fermarlo o se sarà troppo tardi.

Dalla sua esperienza di Psicoterapeuta e di CTU, qual è oggi il livello di parità tra uomo e donna nelle relazioni? L’aumento della violenza è anche sintomo di un’avanzata delle donne nei propri diritti e consapevolezze?

Purtroppo raramente esistono relazioni paritarie, e nel corso di una separazione tali differenze diventano ancora più evidenti. Ancora sono evidenti e marcate le differenze sul piano economico tra uomo e donna, e questi sono dati oggettivi, soprattutto qui al Sud, ancora evidenti e marcate le convenzioni sociali e culturali che vedono quasi sempre la donna in uno stato di svantaggio. Spessissimo mi ritrovo donne che non lavorano, magari per scelta reciproca o per difficoltà oggettive ed è chiaro che la disparità economica incide non poco nella relazione e di conseguenza nella separazione. Non credo che l’aumento della violenza che vediamo, sia legato alla consapevolezza della donna dei suoi diritti, credo semplicemente che adesso si denunci di più. La violenza intra -familiare è sempre esistita solo che prima veniva tollerata, vissuta come una forma di rassegnazione. Quindi, a mio parere non è l’aumento della consapevolezza dei propri diritti che ha portato un aumento della violenza, ma semplicemente che le donne, almeno una parte di queste, ha poi il coraggio di denunciare, sottolineando che spesso le loro denunce neanche vengono prese in carico.

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