NAPOLI, NEGATO IL REDDITO AI LICENZIATI FIAT: OCCUPATO IL CAMPANILE DEL “CARMINE”

Sulla guglia del campanile nel giorno di Pasqua. È questa l’ennesima azione dimostrativa non violenta di Mimmo e Marco, due dei cinque licenziati della Fiat Pomigliano dalle prime ore del mattino sono sul tetto del campanile della chiesa del Carmine a Napoli per protestare contro la legge sul reddito di cittadinanza che “esclude tanti operai come loro che in questi ultimi due anni hanno perso il lavoro a causa di licenziamenti, chiusure e delocalizzazioni. Una legge pensata per i poveri che non aiuta chi è povero che senso ha?”

foto campanile 2Nel 2014 scattò il licenziamento dopo il finto funerale a Marchionne: una iniziativa che arrivò dopo le morti per suicidio di alcuni operai del polo logistico di Nola, un reparto confino dove erano stati trasferiti tutti i sindacalizzati e quelli che, anni sulle linee di montaggio, avevano logorato nel fisico e nella mente.

Da allora si sono mobilitati con iniziative choc come quello di Mimmo Mignano che tentò di darsi fuoco nel giugno del 2018, a cui seguì la visita del ministro Di Maio che promise di occuparsi della vicenda per poi sparire. Infatti, nell’ottobre successivo Mimmo e gli altri licenziati salirono sul tetto dell’edificio di fronte alla sede del ministero del Lavoro a Roma: l’unica risposta fu il Daspo urbano per i 5 operai.

Nel silenzio della politica e delle istituzioni italiane è l’Europa ad aver raccolto il grido di questi lavoratori ora disoccupati. Nello scorso dicembre la vicenda è stata portata all’attenzione della Corte europea dei diritti dell’Uomo, e il nostro ricorso ha superato il filtro dell’ammissibilità: ora la Corte dovrà pronunciarsi su quello che i licenziati definiscono “un attacco alla libertà di manifestazione del pensiero ed il diritto di critica”.

“La nostra situazione – dicono i licenziati in lotta – è simile a molti operai che in questi anni hanno perso il lavoro per licenziamenti politici. Ricordiamo la vicenda dei tre operai della ditta Bruscino di San Vitaliano in provincia di Napoli, ricordiamo la vicenda dei quattro operai dell’Hitachi di Napoli, prima terziarizzati e poi licenziati. Tutti questi operai hanno contenziosi legali ancora in corso, ma non percepiscono redditi da anni e molti non possono accedere al “reddito di cittadinanza”.

“Senza nessun reddito, esclusi persino dal reddito di cittadinanza (perché lo scorso anno hanno percepito quattro spiccioli e quindi l’ Isee per il reddito 2018 non evidenzia le condizioni reali del 2019) sono costretti a queste forme di lotta estreme affinché il governo, i sindacati e partiti mettano al centro interventi per un piano straordinario per il lavoro”, afferma Francesco Maranta, portavoce Forum Diritti e Salute che solidarizza con i due operai.
Poi si rivolge a movimenti e istituzioni cittadini: “Mimmo  e Marco non posso essere lasciati soli, nessun dorma. La povertà e la disperazione è molto più grande di quella che traspare”.

Nei giorni della passione di Cristo e della sua morte in croce prima della resurrezione su quel campanile sventola la domanda di lavoratori licenziati e disoccupati: quando risorgeranno nel nostro Paese i diritti sindacali, sociali e civili degli operai?

 

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