NAPOLI, SINISTRA AL BIVIO. UN GRIDO DAL BASSO: “APPELLO PER MARANTA CANDIDATO SINDACO”

Un tam tam spontaneo. Un’onda di messaggi che ha invaso le bacheche facebook di attivisti ed elettori di sinistra a Napoli in 48 ore. “Appello per Francesco Maranta candidato a sindaco”: così recitano i post e anche una pagina evento promossa da Unione Inquilini con il suo leader Mimmo Lo Presto, storico militante di battaglie per la casa e per il lavoro in città. E via a decine di commenti, messaggi e telefonate di esponenti non solo della sinistra ma anche dalla società civile: lavoratori, donne, studenti e disoccupati; psichiatri allievi di Sergio Piro come Antonio Mancini, Enrico de Notaris e Francesco Blasi; medici e primari di diversi ospedali napoletani; il mondo dell’associazionismo come Luciano Barbarisi dell’Animu; militanti delle vari formazioni della sinistra come Prc, Dema e Potere al Popolo; qualche esponente pure del Partito democratico.

I commenti

“Nel progressivo smantellamento della salute mentale a Napoli e in Campania negli ultimi venti anni, l’unico disposto a battersi fino in fondo per i diritti degli ultimi della terra, i pazienti di serie C che lottano ogni giorno per mantenersi in equilibrio con se stessi è stato Franco Maranta.  Da allora ho capito che la sanità pubblica in questo nostro Sud scellerato ha bisogno più di ferrovieri che di psichiatri. Se Franco diventerà sindaco di Napoli la nostra salute psichica, fisica e politica migliorerà certamente”, scrive lo psichiatra Francesco Blasi. “Sono con Franco, è un compagno”, gli fa eco Mancini.

“Nelle battaglie fatte in veste di presidente nazionale Animu per il riconoscimento degli interpreti lis e la difesa dei diritti delle persone Sorde, Francesco Maranta è stato sempre il nostro unico riferimento. Ci è sempre stato vicino in prima linea per il raggiungimento dei giusti obiettivi delle categorie più deboli”, sottolinea Luciano Barbarsi.

L’appello

“Rovesciare il metodo a partire da noi, dalle realtà sociali nelle quali viviamo, dal nostro inferno metropolitano, dai luoghi bui della nostra periferia, dai muri da rompere, dall’utopia da raggiungere. I passi da fare sono tanti e molti, il programma di uguaglianza economica e sociale da scrivere sarà severo e giusto. La Città è nostra non dei baroni che la vogliono riportare indietro, vogliamo fare un altro passo in avanti” si legge nell’appello. Ed è proprio questo che risalta agli occhi degli osservatori e dei giornalisti che in questo weekend hanno contattato Maranta per invitarlo a commentare questa ondata di stima e questa proposta. Al momento Francesco non ha risposto pubblicamente e resta stupito di questa grande dimostrazione di affetto e consenso.

Nel day after dei ballottaggi amministrativi dove alcune roccaforti rosse cadono in Emilia Romagna e si ripropone l’estenuante dibattito sulla sconfitta Napoli è di fronte a un bivio. Non è un caso che sia Maranta ad essere individuato. La sua lotta iniziata nella Nuova Sinistra e nelle officine di Santa Maria La Bruna contro l’amianto che ha fatto ammalare e morire centinaia di lavoratori è proseguita per i diritti di chi era recluso nei manicomi criminali e poi a difesa della terra in consiglio regionale svelando il fallimentare piano rifiuti di epoca bassoliniana, tanto da essere ascoltato come teste dai pm nel processo a Bassolino. Oggi è portavoce del Forum Diritti e salute, un’area di sinistra indipendente impegnata in città e regione su tante battaglie. Coerenza, credibilità e onestà ricorrono nelle decine di messaggi arrivati in queste ore. La città è di fronte al pericolo dell’avanzata leghista e della insipienza elettorale a sinistra e deve fare i conti col decennio di Amministrazione Dema, ormai agli sgoccioli e concentrata su uno sbocco personale alle prossime regionali.

Alcune domande

In attesa che l’interessato si esprima pubblicamente dopo questo appello sul terreno ci sono già alcune considerazioni interessanti di natura politica. “Rovesciare il metodo” mette il dito nella piaga dei dibattiti delle decine di sigle che a sinistra parlano continuamente di “scelte dal basso”. Come mai i nomi che spesso circolano tra le indiscrezioni giornalistiche sul successore di de Magistris non suscitano grandi dibattiti? Potrebbe esserci ormai una stanchezza di fronte a forme di “successione” come metodo invece che di quelle partecipate? Non è necessaria una grande analisi di questi 10 anni che hanno creato una grande distanza tra la narrazione “rivoluzionaria” e i quartieri popolari dove M5S mantiene il 50%? Cosa dicono i dirigenti di Pap, Prc e gli attivisti di tutte le realtà di base di fronte a questa domanda spontanea che vuole “rovesciare il metodo”?

Non si sa se l’appello per Francesco Maranta resterà una grande manifestazione di affetto o una opzione per un percorso politico che possa determinare lo tsunami necessario nella sinistra napoletana, ex laboratorio che affanna e arranca sulle sue ferite. È, però, sicuramente una domanda forte di rappresentatività e non di ceto politico, di coerenza e non di narrazioni a tavolino. È in gioco Napoli, prima che sia troppo tardi.

One comment

  • È un bisogno comune, la città deve essere rappresentata da chi lotta per i diritti dei lavoratori, quelli che possono e devono tutelare i diritti di tutti. La realtà delle organizzazioni di base, impegnate ogni giorno nelle fabbriche, nelle scuole, nei quartieri contro la corruzione e per i diritti civili, ha bisogno di un sindaco che sta con i cittadini, per una politica della città, dell’occupazione dei giovani, della vivibilità e dello sviluppo. Maranta ci rappresenta e noi lo rappresentiamo. Questa è una lotta e una battaglia ORA! Lucia Improta, sociologa.

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