UN 25 APRILE DI PROTESTA A NAPOLI DAVANTI AL COMUNE, 10 FERMATI E IL SINDACO RISPONDE

Mattinata di mobilitazione a Napoli per il 25 aprile. Dalla cumana di Montesanto a piazza Municipio davanti la sede del Comune sono stati srotolati gli striscioni: “La Liberazione non è finita, reddito e salute per tutti”. Dieci manifestanti sono stati fermati e condotti in Questura ma gli attivisti si difendono: “eravamo a distanza di sicurezza e abbiamo indossato guanti e mascherine”.

Le iniziative in città e i fermati

Oggi in molti quartieri della città le reti del mutualismo solidale (Sgarrupato/Damm, Opg, Brigata Vincenzo Leone, Bam a Scampia, il Giardino di Materdei), che da oltre un mese sostengono il diritto di sopravvivenza di alcune migliaia di persone in città, e varie realtà sociali (nudm, movimenti dei disoccupati) hanno aperto una serie di striscioni per ricordare il 75esimo anniversario della Liberazione in un momento drammatico per il diritto alla salute e per la crisi sociale ed economica.

Da Bagnoli alle Case Nuove, da Montesanto a Materdei e Scampia: le parole degli striscioni ricordano l’urgenza di allargare il diritto al Reddito ai non garantiti, di un provvedimento sugli affitti, dello screening di massa per il Covid. Sono le voci che quotidianamente raccogliamo da centinaia di famiglie e precari che ci raccontano la propria rabbia e disperazione quando consegniamo la spesa solidale. Il 25 aprile è cosi un modo per sottolineare l’importanza di liberarci di chi ha distrutto la sanità pubblica e l’ambiente e mette le logiche del profitto davanti al diritto alla vita.

“Tutte queste iniziative si sono svolte in forma autoregolata – scrive Alfonso De Vito, attivista delle reti napoletane – con massimo dieci-dodici persone tutte con dispositivi di protezione personale, molte meno di quelle che erano stamani fuori uno dei qualunque negozi del centro cittadino. Eppure c’è stata un’assurda forzatura della Questura di Napoli che sia a Bagnoli, sia soprattutto in piazza Municipio, ha fermato, denunciato e multato una quindicina di persone perchè in strada ‘senza giustificato motivo’. Uno spiegamento di forze dell’ordine pazzesco e surreale (quante DPI si comprano con cinque blindati di celere e relativo straordinario per fermare dieci persone?) che ci racconta in modo esemplare l’uso distopico dello Stato d’Emergenza”.

“E’ questo un anticipo della ‘fase due’? Persone multate e fermate per aver aperto in sicurezza degli striscioni sui diritti dei più deboli il 25 aprile? Diverse di queste persone hanno speso le loro uniche ore d’aria in questo ultimo mese per consegnare la spesa solidale”, conclude De Vito.

Le reazioni: il sindaco si difende

“La città tra poco non reggerà più – scrive su facebook il sindacalista Usb Giovanni Pagano – il governo ha promosso risorse che non sono mai arrivate, il Comune ha ristretto i bonus spesa ad una platea nettamente inferiore a chi poi realmente ne ha bisogno. Sembra che l’unica risposta, a 2 mesi di distanza, sia blindare e reprimere”.

Anche il sindaco Luigi de Magistris ha potuto vedere l’iniziativa davanti al portone di Palazzo San Giacomo mentre era in corso la cerimonia istituzionale e risponde alle critiche della protesta: “ci sono persone che protestano, chiedono ciò che noi chiediamo come reddito di quarantena, mascherine e tamponi per tutti. Il popolo deve essere unito in queste rivendicazioni ma non è il Comune che può dare queste risposte ma lo Stato e le regioni”.

Autore: Giuseppe Manzo

Journalist, press office, social media manager, blogger, author

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.