SCARCERAZIONE ZAGARIA, I COMITATI STOP BIOCIDIO NON CI STANNO: “SEGNALE DI DEBOLEZZA”

“La storia di Riina e Provenzano ci insegna che i capi mafiosi sono sempre mafiosi, fino all’ultimo giorno e all’ultimo respiro, qualunque siano le loro condizioni”. “Stiamo correndo il rischio di tornare trent’anni indietro nella lotta al crimine organizzato”.

Queste sono alcune dichiarazioni del Sostituto Procuratore di Napoli Catello Maresca in occasione della scarcerazione del boss detenuto al 41 bis, Pasquale Zagaria, uno dei più pericolosi esponenti della camorra campana.

“Un Paese in confusione fa emergere le proprie debolezze soprattutto in momenti come questi – sostiene in una nota la Rete Stop Biocidio – con decisioni assurde ed inopportune. Assurdo ci appare anche il rimbalzo delle responsabilità tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ed i Magistrati di sorveglianza, anche se, in verità, questi ultimi, hanno preventivamente chiesto al Dipartimento stesso, di provvedere in vista dello stato di pandemia dovuto al Covid-19, di individuare locali adeguati per una sicura detenzione dei condannati di lunga durata, senza però mai avere risposte”.

“Nel nostro territorio – proseguono i comitati – realisticamente definito Terra dei Fuochi, sono proprio i delinquenti come gli Zagaria ad aver storicamente determinato il Biocidio in atto da decenni, in combutta con politici, dirigenti e funzionari pubblici corrotti e ingrossando le proprie fila grazie a quella povertà endemica che – per effetto delle misure di contenimento – oggi rischia di alimentare anche di più le sacche della malavita più o meno organizzata. Non è un caso che l’unico crimine in netta ascesa nonostante la quarantena sia l’usura, uno dei reati spia sui quali il monitoraggio dovrebbe essere strettissimo proprio per evitare l’ingresso dei capitali mafiosi sul mercato, approfittando della crisi di liquidità di imprese ed esercizi commerciali”.

“Viene da riflettere sulle vite spezzate di tanti cittadini morti per tumore, sull’immane sforzo delle Forze dell’Ordine per arrestare questi delinquenti, sull’azione incessante dei Magistrati, molti dei quali vivono da anni sotto scorta, sull’utilità di tutte le condanne emesse e sulle confische dei beni effettuate”, aggiunge Stop Biocidio.

I comitati e le associazioni ambientaliste riuniti con le sigle di Rete di Cittadinanza e Comunità e Stop Biocidio, stanno conducendo da anni “una vera e propria guerra contro ogni forma di illegalità, sostenendo l’azione dei Magistrati impegnati contro le Ecomafie, con tutte le proprie forze, con tutta la propria passione”.

“Si resta pertanto esterrefatti ed indignati davanti a decisioni così scellerate, che rischiano non solo di portare tutti indietro di decenni, ma di favorire anche di più le organizzazioni mafiose nel controllo del mercato locale e nazionale. Si ritiene, infine, con questa nostra denuncia, di rispettare quanto specificamente previsto dalla nostra Costituzione sul rispetto dei diritti dei detenuti (artt. 27 e 147): qui non si vuol negare loro trattamenti sanitari legittimi, cosa che sarebbe possibile in buona parte fare in strutture apposite; si vuole però  ripristinare il senso di giustizia nei confronti dei familiari delle vittime innocenti, rialzare in alto la bandiera della legalità e contrastare un messaggio distorto che avrebbe conseguenze devastanti sulla credibilità delle istituzioni. La scarcerazione è, a tutti gli effetti, un messaggio di debolezza e significa consegnare ai camorristi la vittoria definitiva di questa guerra. Noi non ci arrenderemo mai, imperterriti continueremo a lottare, consapevoli che il nostro nemico maggiore veste troppo spesso i panni delle istituzioni”, conclude il comunicato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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