DA BORDOCAMPO: ECCO IL FILM DI SIMONA COCOZZA SULLE UNIVERSIADI DI NAPOLI

Emozioni e passione sportiva vissuti da una prospettiva insolita: da bordocampo.

Attraverso lo sguardo di chi fatica, soffre ed esulta, forse più degli stessi atleti: i loro allenatori. Un confronto tra le riflessioni di chi porta sulle spalle l’esperienza di decenni, e l’emotività dei giovani atleti che si affacciano, spesso per la prima volta, ad un evento multi-sport di rilevanza mondiale come la 30thSummer Universiade Napoli 2019. Atleti, ragazzi, intere delegazioni di Paesi e continenti diversi, che s’incontrano sul campo da gioco, condividendo gli spogliatoi, gli allenamenti, le tensioni, i festeggiamenti, durante i giorni del grande evento. Oggi, durante la pandemia, queste immagini strabordanti di gente ci sembrano un sogno, un’utopia.

Ma proprio lo sport ci regala il più grande insegnamento: la sconfitta è come la vittoria, si perde per rialzarsi, per poi ritrovare la forza, il coraggio e la passione per tornare a vincere. Un messaggio di speranza: torneremo presto a gareggiare, a piangere, perdere, ad esultare e ad abbracciarci con il vicino più lontano, dell’altra parte del mondo, in un vicendevole scambio di culture e passioni condivise in nome dello sport, che questo film colloca al centro del discorso, delle immagini, dei contenuti, rappresentando l’occasione per un confronto sui veri valori sportivi.

DA Bordocampo è l’ultima opera firmata dalla regista napoletana Simona Cocozza, reduce dal successo internazionale del cortometraggio di fiction “In Zona Cesarini”, che ha collezionato oltre 20 premi in più di 50 festival in tutto il mondo, ed è stato tra i 3 film scelti per rappresentare i registi esordienti nella Prima Giornata Mondiale del Cinema Italiano, istituita in occasione del centenario della nascita di Federico Fellini.

 

Simona Cocozza: “Questo film nasce dalla necessità di esprimere un punto di vista altro. Bisogna avere il coraggio di osservare le cose da un prospettiva differente. Focalizzarsi sulle emozioni e i pensieri degli allenatori è stata l’occasione per dare corpo e immagini a questa riflessione, che investe non solo la sfera sportiva, ma anche quella della creatività cinematografica e teatrale, per esempio, così come della maggior parte degli ambiti della nostra vita professionale e quotidiana.

Chi va in scena, e ciò che è sotto gli occhi di tutti, sono solo il risultato, il più delle volte, di un lavoro di squadra, di professionalità diverse, di passioni multiple, idee differenti, impegni plurimi. Sono, fin da bambina, una grande appassionata di sport, perchè da sempre ammiro la purezza dei suoi valori, l’intensità dei suoi insegnamenti, e il sentimento di fraternità che ogni evento sportivo implica e trasmette, sempre. In fondo la sconfitta è come il Covid-19, ci atterra, sconvolge, coglie di sorpresa ma ci obbliga a guardare da un’altra prospettiva: da bordo campo. E magari adottando un nuovo punto di vista possiamo riuscire ad alzarci migliori”.

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