DEMA: DALLE ORIGINI DI SINDACO DEL POPOLO ALLE TENTAZIONI DA SCERIFFO

Di Giuseppe Milazzo* – Vederlo parlare per due sere di seguito non è stato piacevole, eppure intriga sempre un po’ perché lo ricordo agli albori del suo esordio politico: il De Magistris del popolo, che scendeva dall’alto della sua collina e andava in giro per vicoli e palazzoni a cercare di farsi comprendere col suo napoletano italianizzato (che completa sempre le parole con una vocale).

Di fronte alle telecamere di SudReporter, stasera, mi ha fatto quasi tenerezza. Aveva le braccia conserte ed un maglioncino soffice, con i suoi occhietti che si schiudevano come se avesse appena preso il cappuccino fatto dalla tata.

Sono sempre stato curioso di sapere come si comporta quando é attorniato dai suoi amichetti che frequentavano i posti occupati, e che faccia fa quando sorseggiano le birre direttamente dalle bottiglie.

L’hanno etichettato Gigino ma in realtà é Gigi, tifoso dell’Inter.  Era un bravo ragazzo, Gi-gi, studiava tanto, anche se poi dopo aver superato il concorso ha scoperto che la magistratura non faceva per lui.

Gli avvocati napoletani più anziani ne conservano un pessimo ricordo. Adesso prova a fare il sindaco dal basso. Ma ieri da Giletti, vantandosi della sua amicizia con il magistrato del CSM Nino Di Matteo ha invocato il carcere anche per i detenuti le cui condizioni di salute li espongono a seri rischi in caso di contagio da Covid-19.

Che fine ha fatto il DeMa pseudo-compagno dei ribelli di strada? Gli è bastato poco per togliersi l’armatura da amico del popolo per tornare a fare il giustizialista (cacciato a calci da Catanzaro), che redarguisce il popolo maleducato.

Sarebbe bello ospitarlo a San Giovanni a Teduccio, il nostro sindaco, lui che rare volte ha superato il Loreto Mare, probabilmente, pensando che andando ancora più avanti ci fosse solo il Comando della Polizia Municipale di Portici.

Dopo avergli offerto una pizza, per il gusto di guardarlo mentre non sa mangiare con le mani, gli urlerei nei timpani “Vattene sceriffo”. Ricordandogli di portarsi dietro la sua schiera di delatori, a cui ha insegnato a controllare le piazze dove una volta prendevano parte ai tumulti.

*avvocato penalista

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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