NAPOLI EST, IL DIBATTITO: POTERE AL POPOLO RISPONDE ALLA SENATRICE DEL PD

Potere al Popolo pubblica una lunga nota di risposta all’articolo della senatrice Valeria Valente apparso lo scorso 22 maggio sul Corriere del Mezzogiorno. La senatrice del PD parla di Napoli Est dei disastri ambientali, di de-industrializzazione e di abbandono sociale, politico ed economico, proprio come li scoprisse all’improvviso, come non fosse anch’ella una abitante di questa nostra città.

Secondo PaP Napoli “è importante che siano ricordate alcune cose, perché coltivare la memoria è fondamentale, anche per impedire al “vecchio” di riciclarsi come “nuovo”. Qui a Napoli Est attivisti, comitati di zona, associazioni e noi di Potere al Popolo da sempre combattiamo lo stato di abbandono e di desertificazione di cui la Valente sembra accorgersi solo ora”.

“Gli interessi su Napoli Est sono stati finora di tipo speculativo – dichiara PaP – e hanno prodotto sperpero di denaro pubblico; basta guardare il sovrappasso di Vigliena, l’abbattimento e la costruzione del sottopasso che ha fatto sorgere un parco di cemento armato, il tutto a quattro passi dal famoso Fortino di Vigliena, di interesse storico e culturale per tutta la città. Iniziative che si sono intrecciate con le mobilitazioni della scorsa estate dinanzi al sito ex ICM, trasformato in discarica a cielo aperto; o con quelle di questi ultimi giorni contro l’ipotesi di utilizzare i terreni in Via Carlo Miranda (quartiere Ponticelli) come luogo di sversamento del terreno di Pianura, senza un chiarimento sostanziale che fugasse i legittimi dubbi della popolazione residente e che desse risposta alle rivendicazioni di benessere e vivibilità. Solo grazie all’agitazione e alla mobilitazione dei cittadini e di attivisti che si è per ora impedito il peggio”.

La senatrice Valente affronta il tema della de-industrializzazione. “Da tempo – continua la nota – discutiamo della dismissione e della delocalizzazione di aziende e plessi industriali, un tempo fiori all’occhiello e che oggi rendono Napoli Est il  cimitero delle fabbriche; quello che però sfugge alla senatrice del PD è che oggi gli unici stabilimenti industriali che cercano di resistere, grazie alla lotta dei lavoratori e delle lavoratrici, sono Whirlpool e Ansaldo Breda (oggi Hitachi perché venduta al conglomerato giapponese). La Whirlpool rischia però di chiudere perché così ha deciso la multinazionale statunitense, non prima di essersi accaparrata, per anni, però, incentivi pubblici con il beneplacito di tutti i governi susseguitisi alla guida del Paese negli ultimi 30 anni. Del resto, l’ubbidienza incondizionata dei governi alle imposizioni dell’Unione Europea e l’applicazione di politiche di austerity è stato tratto comune alla quasi totalità dei partiti, di maggioranza o di opposizione, e di tutti gli esecutivi, che fossero a trazione PD oppure Lega–FdI–FI. Mentre i Cinque Stelle hanno tradito il proprio popolo implementando un reddito di cittadinanza, che si è rivelato sì un lenimento della sofferenza di enormi fette di popolazione, ma insufficiente e, in secondo luogo, senza che sia sorretto da un vero progetto che consegni finalmente alla città lavoro dignitoso e futuro. A tutt’oggi l’unica forza politica, anche se sicuramente piccola, che cerca di contrastare sfruttamento, precarietà e disoccupazione è Potere al Popolo!. Mai abbiamo trovato il PD della senatrice Valente al fianco delle battaglie della cittadinanza”

Secondo Potere al Popolo “mai nessuno dei governi, nazionali, regionali e comunali si sono occupati di Napoli Est (Prodi, Berlusconi, Bassolino, Rastrelli, Iervolino, De Magistris)”. Gli abitanti di questo pezzo di città lo sanno bene “non perché sia Potere al Popolo a raccontargliele, ma per averle vissute sulla propria pelle; perché in periodo elettorale tutti, nessuno escluso – dal centro destra al centro sinistra, dal PD a Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, ecc. – fanno quelle che a Napoli chiamiamo “messe scalze”, andando casa per casa per reperire voti in cambio di promesse che puntualmente non mantengono”.

“Da parte nostra abbiamo sempre battagliato sostenendo le mobilitazioni che i comitati civici e di lotta hanno intrapreso per la vivibilità e la sostenibilità del territorio e della popolazione. Diverse sono le proposte, vecchie e nuove: dalla valorizzazione dell’Archivio storico Enel (storia dell’elettrificazione del Meridione d’Italia) al recupero e valorizzazione di parchi, giardini e ville vesuviane; fino ad intensificare il Terzo Settore, progetti di mobilità ecologica e sostenibile per incentivare intelletti, creatività e per creare nuove opportunità di lavoro. All’inizio ci eravamo illusi che con la costruzione del Polo Universitario a San Giovanni a Teduccio le cose potessero cambiare, ma i benefici sono tutti interni agli addetti ai lavori e ai loro più strettissimi collaboratori: se si domandasse a un cittadino di Napoli Est dove si trovi il polo logistico della Apple non saprebbe forse nemmeno rispondere. Perché? Semplicemente perché non gli arrivano né benefici né intravede ricadute sociali ed economiche per il territorio e per gli abitanti. All’illusione di qualche tempo fa è succeduta la consapevolezza dell’ennesima cattedrale avulsa dal tessuto cittadino che pure, urbanisticamente parlando, la circonda. Eppure tra il Polo e i suoi dintorni non si è creata la connessione che speravamo”, prosegue PaP.

Su una cosa PaP concorda con la senatrice Valente: “Napoli Est è ricca di potenzialità, bisogna saperle suscitare e capire in che direzione le indirizziamo. Noi di Potere al Popolo di Napoli Est abbiamo scelto: stiamo dalla parte del popolo e della nostra terra e non accetteremo la prossima speculazione, elettorale o economica che sia, come al solito sulle nostre spalle. Abbiamo progetti diversi per questo pezzo di città e ci battiamo tutti i giorni affinché possano trasformarsi in concretezza che apporti dignità, lavoro, diritti, vivibilità e benessere a un pezzo di città cui troppo a lungo tutto ciò è stato negato”.

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