GEORGE FLOYD, LA PANDEMIA DELLA RIVOLTA: NEGLI USA (E NEL MONDO) AUMENTA LA RABBIA SOCIALE

ATLANTA, GA – MAY 31: A young boy raises his fist for a photo by a family friend during a demonstration on May 31, 2020 in Atlanta, Georgia. Across the country, protests have erupted following the recent death of George Floyd while in police custody in Minneapolis, Minnesota. Elijah Nouvelage/Getty Images/AFP/Ansa

Si sta espandendo un’altra pandemia: la rivolta dopo l’uccisione di George Floyd da parte della polizia negli Usa. Scontri, guerriglia, saccheggi, agenti feriti, manifestanti uccisi e assalti si stanno propagando in tutti gli Stati Uniti con la Casa Bianca assediata tanto da far riparare Trump nel bunker della sicurezza nazionale.

Anche mentre crescono le tensioni tra Forze dell’ordine e manifestanti per la morte di Floyd, alcuni dirigenti di polizia e agenti si sono uniti ai dimostranti in segno di solidarietà. A volte chinandosi su un ginocchio – un atto di protesta popolare nel mondo sportivo americano per denunciare le iniquità razziali – come hanno fatto due agenti nel Queens, a New York, rimanendo in cerchio mentre venivano letti i nomi di altri afroamericani uccisi dalla polizia, come Trayvon Martin e Philando Castile. In Michigan lo sceriffo della contea di Genesee Chris Swanson ha marciato con i dimostranti, come pure il capo della polizia di Norfolk, in Virginia. In ginocchio anche alcuni agenti al Lafayette Park nella capitale, davanti alla Casa Bianca, a Miami e a Santa Cruz. Tutti episodi circolati sui social e diventati virali.

Mentre oggi, a Minneapolis, comparirà in tribunale Derek Chauvin, l’agente incriminato per l’uccisione di Floyd, in molte località degli Stati Uniti è andata in scena la sesta giornata di proteste, in alcuni casi anche fino a notte fonda. Coprifuoco in 40 città, con la Guardia nazionale mobilitata in 15 Stati. In totale nel weekend, secondo un bilancio del Washington Post, la polizia ha arrestato 2.564 persone, un quinto circa delle quali a Los Angeles. Le accuse includono la violazione del coprifuoco, furto e danneggiamento. A New York, invasa da migliaia di manifestanti, tra gli arrestati di sabato c’è stata anche Chiara de Blasio, figlia del sindaco della città.

Il Covid sembra già un ricordo di fronte all’ennesima violenza razzista della polizia americana che sta portando a proteste in ogni parte del mondo. Ieri, ad esempio, si sono tenute manifestazioni a Toronto, Berlino, Londra (11 arresti) e ad Auckland, in Nuova Zelanda.

“Siamo colpiti come neri. Si tratta di una violenza sistematica sui corpi, George Floyd è solo l’ultima persona ad aver subito questo tipo di violenza: c’è chi è stato ucciso perché faceva jogging, chi perché aveva il cappuccio, chi per altri futili motivi. C’è una linea sottile, lunghissima, che unisce questi corpi ai corpi distrutti dalla schiavitù, come ricorda Colson Whitehead in ‘La ferrovia sotterranea’. Ancora oggi quei corpi non si sono mai affrancati dal passato di sottomissione, è una schiavitù più evoluta, ma che continua nel linciaggio e in queste morti sistemiche: non importa il motivo, distruggono il tuo corpo perché sei nero”. Lo afferma la scrittrice italo-somala Igiaba Scego, intervistata da Eleonora Camilli sull’agenzia stampa Redattore Sociale.

(Fonti: Ansa e Redattore Sociale)

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