DALL’AMORE PER I GATTI NASCE IL GIARDINO DI BABUK: LUOGO INCANTATO E MISTERIOSO NEL CUORE DI NAPOLI

 

Di G. Manzo e T. Raio – Un luogo incantato e misterioso nel cuore di Napoli. Il giardino di Babuk è situato all’interno di un palazzo storico a pochi passi da via Foria. Una scalinata conduce nel cortile dove ci sono due vialetti e una fontana affollata di tartarughe. Il giardino si può visitare nei weekend (ingresso 10 euro) e tra i vialetti si svolgono incontri culturali e kermesse musicali. Calma e silenzio si abbattono improvvisamente dal caos del traffico in un luogo bucolico che presto cambia spazio e tempo alla città.

 Infatti, basta scendere 90 scalini per trovarsi nell’Ipogeo a temperature invernali. Si arriva in un’enorme vasca con diversi canali e cunicoli laterali che durante la guerra furono utilizzati come ricovero dai bombardamenti: è possibile trovare ancore elmetti, bottiglie e pentole dell’epoca lasciate dalle persone che si erano nascoste per sfuggire alle bombe.

Ma questo enorme spazio nelle viscere di Napoli è aperto anche a feste selezionate tra cui, si dice, si svolgano incontri esoterici e riunioni della massoneria (legale) della “Napoli bene” con i suoi rituali e con i suoi professionisti “influenti”.

 

A recuperare questo luogo dall’abbandono è stato Gennaro Oliviero, professore di discipline giuridiche presso la Federico II, la Seconda Università di Napoli e Campobasso, esperto di questioni del lavoro. Il giardino era finito nelle mani di una ditta, poi fallita, che voleva edificare un palazzo di sette piani, lasciandolo poi nell’abbandono per 20 anni. Durante l’emergenza rifiuti furono gettati anche materiali speciali fin dentro l’Ipogeo. L’amore per il suo gatto Babuk e per i felini è stato il motore di Oliviero per rilevare il Giardino in un’asta pubblica nel 2007 e per trasformarlo in uno spazio incantato.

 

 

Oliviero è anche un ammiratore dell’opera di Proust fin dalla prima giovinezza e fondatore dell’ “Associazione Amici di Marcel Proust” (1998), ha dato vita alla pubblicazione del “Bollettino d’informazioni proustiane” e successivamente alla rivista “Quaderni Proustiani”. Dal suo gatto Babuk alle dispute culturali sull’Ipogeo, continua il racconto del professore:

 

Ci sono, però, anche le note dolenti. Per dare futuro a questo luogo occorrono risorse e una maggiore presenza delle istituzioni che devono poter preservare i luoghi della storia della città che nel suo sottosuolo conserva memorie di epoche lontane.

(Video e foto a cura di Taisia Raio)

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