NAPOLI, I PLATANI DEL VOMERO ATTACCATI DALLA CIMICE: PERICOLO ALLERGIE

“Nonostante che la stagione primaverile volga oramai alla fine e che i rami dei platani secolari, posti lungo le arterie e le piazze del Vomero, siano oramai ampiamente fioriti,  l’operazione di potatura, più volte richiesta nei mesi scorsi, non è mai iniziata – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Un’operazione che si sarebbe potuta effettuare, anche approfittando dell’emergenza da Covid-19, che ha visto una scarsa presenza per strada di persone e autoveicoli. Pure a ragione dei problemi che affliggono, da anni, tali alberature stradali, a partire dall’infestazione determinata ciclicamente, con l’arrivo delle belle giornate, dalla cosiddetta “cimice del platano”, un insetto molto fastidioso,  le cui punture possono provocare anche reazioni allergiche “.

“Peraltro i rami di numerosi platani, che, in molte strade, a partire da via Scarlatti e via Luca Giordano,  sono privi da tempo della necessaria potatura, arrivano oramai fino ai piani alti degli edifici, raggiungendo finestre e balconi  – continua Capodanno -. La qual cosa costituisce sicuramente un problema per i residenti che non possono neppure tenere aperti gli infissi per arieggiare le proprie abitazioni, nonostante le belle giornate di sole. Senza considerare che alcune di queste essenze, anche in un recente passato, affette da malattie quali il cancro rosa e infestate dalla tingide, sono state purtroppo eliminate o sono cadute, senza peraltro essere sostituite, lasciando molte fonti d’albero vuote”.

“Con l’arrivo dell’estate – sottolinea Capodanno -, come testimoniano le vicende alla ribalta delle cronache anche negli anni scorsi, la situazione al Vomero, che andrebbe invece costantemente monitorata, effettuando con rituale cadenza le necessarie operazioni, non potrà che peggiorare, riproponendosi presumibilmente gli stessi problemi che si sono già verificati, per le alberature stradali, negli anni precedenti. Da qui la necessita di effettuare interventi immediati  mirati a scongiurare che tali eventi abbiano a ripetersi, sia attraverso le opportune attività manutentive sia  attuando le necessarie cure per i platani malati o infestati dalla tingide. Inoltre occorre, in tempi rapidi, mettere  a dimora nuove essenze nelle  fonti d’albero da tempo vuote “.

“Per quanto riguarda la tingide – puntualizza Capodanno -, il cui nome scientifico è Corythucha ciliata, va ricordato che essa, oltre che sulle foglie vive anche sotto la corteccia, proliferando con un ritmo di 200 uova per ciascuna femmina e per cicli di 45 giorni. Per questo non  sarebbe possibile combatterla con i normali pesticidi, che potrebbero risultare dannosi anche per l’uomo. Anni addietro, di fronte all’ennesimo accentuarsi del fenomeno durante il periodo estivo, furono interessati anche istituti universitari specializzati in materia, stabilendo che il metodo più efficace per combattere la fastidiosa cimice sia, per così dire, naturale utilizzando, per eliminarla, gli stessi parassiti dell’insetto che, attraverso trattamenti endoterapici, vengono iniettati nelle piante infestate per ristabilire l’equilibrio”.

Ma quando ancora dovranno aspettare i vomeresi perché ci si decida a risolvere in maniera radicale e definitiva il problema? E questa la domanda che Gennaro Capodanno pone ancora una volta agli uffici competenti

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